Eccomi

Utente: melissamambrini
Nome: melissa mambrini
Sono una sognatrice, un’ottimista e un’inguaribile romantica. Credo praticamente a tutto, dagli asini che volano a Babbo Natale! Adoro i libri perchè mi permettono di essere chiunque, di vivere in qualunque posto e in qualsiasi periodo storico. I miei preferiti sono quelli che parlano di viaggi, anche fantastici. Non saprei dire il mio libro preferito o lo scrittore... Sono onnivora! Leggo anche una massa di fumetti ma il mio preferito è senza dubbio Ken Parker, perchè “è come dovrebbe essere un uomo”. Adoro la musica perchè è adrenalina, è come il sangue che scorre nelle vene, è emozione e colonna sonora di ogni momento della vita. Mi piace andare al cinema, adoro i film di Tim Burton, semplicemente geniali! E mi piace tutto ciò che è fantascienza, Blade Runner è il mio film preferito in assoluto, ma anche la saga di Guerre Stellari e Dune. Mi piacciono i film un po’ surreali, alla Kusturica e le commedie d’amore (Harry ti presento Sally è il mio preferito!)... vediamo... Mi piace stare con gli amici, mangiare, bere, ballare... sono fortunata, ho degli amici fantastici!!! Mi piace viaggiare, ho una vera passione per l’europa e il sudamerica, ma data la mia paura per l’aereo per ora sto esplorando solo il primo dei due continenti, nella mia prossima vita chissà... Forse la mia prossima vita è già iniziata... per ora sto a quota due voli transoceanici: Cile e N.Y. adesso veramente: Non mi ferma più nessuno!!!

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mercoledì, 26 novembre 2008

Maglioni corti e terza età...
 
Una mattina ti svegli e c’hai freddo. C’hai freddo e scopri che questa settimana hai già messo tutte le felpe pesanti che avevi. Ti rendi conto in un attimo che quando le tue amiche parlavano di “rimanere a casa la domenica per fare il cambio di stagione” non intendevano riempire il salotto di sabbia caraibica e mettersi a bere mojito in costume e occhiali da sole, stavano facendo sì il cambio di stagione... ma nell’armadio! E tu che cosa facevi? Beh io andavo a passeggiare col prof, portavo al cinema la nipote, andavo per sagre...
Così stamani hai freddo. Non hai nuovi maglioni di lana e hai finito le felpe, così devi ricordarti in quale scatola sono i vecchi maglioni. Ne individui una a righe, verdi e bianche, ti ricordi che l’hai comprata l’ultima volta che sei stata a IKEA, che era prima del matrimonio di Vale, che era prima dell’estate, per cui ci sono ottime probabilità che gli ambìti maglioni si trovino lì dentro.
Tac! Trovati al primo colpo... sei un genio! Altro che “cambio di stagione”... tiri fuori il primo, è bianco, che culo! Pensi, il bianco va su tutto... ma tu metti sempre i jeans per cui... vabbè. Infili il maglione e parti, sei in ritardo come sempre. Appena ti metti a sedere in macchina senti una sferzata ghiaccia all’altezza delle reni, maledizione! Arrivi a lavoro ti metti seduta e zac... seconda sferzata... ma perchè questo maglione è così corto? Vai al bagno, tenti, non riuscendoci, di infilare tutta ma proprio tutta la maglietta dentro i jeans e poi ti guardi finalmente allo specchio... oh mio Dio! Sembro un insaccato! La maglietta è più lunga del maglione per cui ad altezza lonze hai questa stratificazione: jeans a vita bassa, 3 cm buoni di camiciola bianca infilata prepotentemente nei jeans a vista, il maglioncino di lana bianco corto che a malapena riesce a coprire le lonze fasciate dalla camiciola... tristezza... Che non eri “fashion” nè “cool” già lo sapevi e infatti a rattristarti non è il fatto che sembri un salume dentro la calzetta, la cosa che ti rattrista è la consapevolezza che grazie a quel maglioncino stasera molto probabilemente avrai mal di schiena... Ah! Beata gioventù...
 

Postato da: melissamambrini a 13:02 | link | commenti (2)

martedì, 25 novembre 2008

Diario di viaggio – Primo giorno sull’Evangelistas, l’oceano aperto...
 
Come preannunciato dall’equipaggio stamattina, tra poco entreremo in mare aperto. Butteremo questo piccolo guscio di noce in mezzo all’oceano Pacifico...
Verso le 17:30 una voce all’altoparlante ricorda a chiunque soffre il mal di mare di andare a prendere la pasticca disponibile al bar, e più o meno velatamente lascia intuire che, anche chi non soffre di mal di mare farebbe bene a prenderla perchè il mare è previsto un po’ agitato, non tanto da non permettere la navigazione ma neanche così tranquillo da far digerire la cena... Io, che notoriamente non sono coraggiosissima, sono tra le prime a salire al bar a prendere la famosa pillola magica. L’atmosfera è tesa, nessuno vuole far trapelare l’ansia per paura di fare brutta figura, tutti vogliono fare i temerari e nessuno vuole tradire l’aura da esploratore che un viaggio del genere esige; al tempo stesso però noto che molti, come me, si avvicinano timidi al bancone del bar in cerca di “qualcosa per dormire”. L’ora si avvicina, adesso la tensione è palpabile, l’equipaggio invita tutti a stare tranquilli, a mangiare un po’ prima, a non passeggiare sul ponte dopo una certa ora, a stendersi negli alloggi al minimo sentore di nausea. Alla spicciolata le persone cominciano ad uscire, nessuno vuole perdersi lo spettacolo del Pacifico in tutto il suo terribile splendore. Io e Adri non siamo da meno, appena mangiato ci fiondiamo sul ponte e aggrappati alla balaustra come due gabbiani ci prepariamo a conoscere Pacifico. E Pacifico sia!
Il vento taglia la faccia e dopo un giorno di navigazione tranquilla cominciamo a sentire le prime onde infrangersi nello scavo dell’Evangelistas. Il rumore è assordante, non riusciamo a sentire le nostre voci per cui decidiamo per un rispettoso silenzio di fronte alla potenza della natura. La nave cerca di fendere le onde che si fanno sempre più minacciose, girandoci verso il lato opposto della nave le vediamo infrangersi sulle isole che fanno da frangiflutti a quel tratto di costa e solo allora ci rendiamo conto della loro potenza. Sul ponte cominciano ad arrivare gli spruzzi delle onde, lo stomaco si chiude, tento di registrare la voce del pacifico ma la nave si muove troppo e io devo anche restare attaccata se non voglio volare di sotto, è stupendo! Finalmente mi sento come quegli esploratori di cui ho letto le gesta nei libri, mi sento un po’ Achab e sotto ogni onda può nascondersi una Moby Dick... di fronte allo spettacolo dell’oceano ci rendiamo conto di quanto la natura può essere maestosa. Una voce si raccomanda di rientrare e poi adesso si sta facendo buio. Dentro l’atmosfera è allegra come sempre anche se per percorrere pochi passi ci si impiega una vita dato il rollìo della nave, al bar un gruppo di ragazzi saluta ogni onda che si abbatte sulla povera Evangelistas con un “Oooohhhh” e una sorsata di qualcosa che sembra essere molto alcolico.... quando si dice esorcizzare la paura. Scendo di sotto dove in TV stanno guardando “I diari della motocicletta”, mi sembra molto in tema, per cui decido di restare lì, ma non riesco a togliere lo sguardo dal finestrino perchè ogni volta che affrontiamo un’onda la nave scende di almeno due metri per poi risalire (neanche fosse un gommone...) con un tonfo assordante...ah l’oceano!
Mi addormento stranamente serena, sarà la pasticca miracolosa.... J domani ci aspetta una giornata intensa, vedremo il ghiacciaio Pio XI e il paese di Puerto Eden (continua...)

Postato da: melissamambrini a 14:53 | link | commenti

Uomini sensibili
 
Sabato sera invitiamo una coppia di amici a cena. Questi amici hanno da poco preso un gattino, anzi una gattina, un exotic di tre mesi di nome Mea. Siccome ero curiosa di vederla, non avendo mai visto un exotic di “persona” (sono quelli con musetto schiacciato e gli occhioni grandi, una specie di persiano però a pelo medio diciamo) gli ho detto di portarlo, tanto, ho pensato, Nello non gli farà del male... Nello è il mio gattone, 7Kg di europeo tigrato che potrebbe tranquillamente ingoiare un cane di piccola taglia se solo non fosse impegnato a poltrire nel suo divano per una media di 8 ore abbondanti al giorno... Comunque dicevo, confidando nel fatto che Nello è castrato e che c’eravamo anche noi a casa li ho convinti a portare l’adorabile cuccioletta. Così l’incontro è avvenuto. Mea è stata liberata nella tana del leone, Nello, dal divano da cui domina in salotto ha drizzato le orecchie e allargato le pupille, Mea ha trotterelleto in lungo e in largo finchè non si è accorta del leone che dominava la situazione dall’alto, poi l’ha visto, l’ha puntato e con la gioiosa e incoscente leggerezza dei cuccioli ha zompettato fino al divano, in un attimo, con una velocità sorprendente ha cominciato ad annusare Nello che incredulo si era ritirato in un angolo. Vedi, abbiamo pensato tutti, stanno facendo amicizia, bravo Nello. Ma invece no, perchè Nello è sceso dal divano e si è accucciato sotto la sedia del Prof... che abbia paura di un gattino grande quanto una sua zampa? Ma ormai Mea si sentiva spavalda, è scesa dal divano ed è andata in cerca di Nello, l’ha stretto in un angolo del salotto e quando lui ha provato a soffiare per allontanarla lei si è gonfiata tutta! Al che Nello non ha retto più e si è diretto verso la finestra della terrazza, voleva uscire. Che vergogna! Un gattone grande e grosso spodestato da una gattina grande quanto una mano... più tardi, quando Mea e i suoi padroni se ne sono andati abbiamo provato a far rientrare Nello, ma ormai non era più lo stesso, annusava la sua copertina senza avvicinarsi, si guardava intorno impaurito, sospettoso. Siamo andati a letto.
-          Che c’è prof? Non riesci a dormire?
-          No è che... pensavo a Nello...
-          Che gatto fifone! Grande e grosso...
-          No dicevo... hai visto come si è traumatizzato?
-          ...
-          Sì insomma... e se non si riprendesse più?
-          ...
-          Ci odierà...
-          Ah! Ah! Ah! Che uomo sensibile...
-          Dai... dico davvero poverino...
-          Sì, sì... vedrai domattina quando deve mangiare come mi odia...
Come volevasi dimostrare il giorno seguente Nello ha dormito nel suo divano dalle 2 di pomeriggio a mezzanotte, con grande gioia dell’ultimo uomo sensibile della terra.
 

Postato da: melissamambrini a 10:02 | link | commenti (2)

lunedì, 24 novembre 2008

La top five dell’autunno
5. Le nuove stagioni delle serie TV
4. Addormentarmi sul divano alle 9 di sera come alle elementari
3. Mangiare tutte le schifezze che voglio (tanto il costume prima di 8 mesi posso scordarmelo  )
2. Pensare ai regali di Natale, al panettone, alle lucine, all’albero...
1. I miei bellissimi, coloratissimi, caldissimi, cappellini di lana!!!
New Entry: dalle 11:20 PRIMA NEVICATA!!!

Postato da: melissamambrini a 11:24 | link | commenti (4)

Diario di viaggio – Primo giorno sull’Evangelistas io!
 
Dormire in nave è un’esperienza singolare, in mare non ci sono luci, non ci sono rumori, solo il suono ovattato dei motori della nave. È una cosa buffissima perchè praticamente le camerate sono da 20 cuccette l’una, con i bagni al centro, quindi è come se 40 persone dormissero tutte assieme, eppure il senso di isolamento una volta chiusa la tenda della propria cuccetta è sorprendente. C’è chi dorme, chi legge, chi ascolta musica, chi sgranocchia uno snack, chi parla, ognuno è un mondo a parte e allo stesso tempo ci si sente come in famiglia, non c’è vergogna nel passeggiare in pigiama e ciabatte, spettinati o con lo spazzolino da denti in mano, si è tutti insieme tutti... nella stessa barca! È proprio il caso di dirlo!
Mentre rifletto sulla tranquilla nottata appena trascorsa, di fronte ad una più che abbondante tazza di caffè nero, l’equipaggio ci informa che stanotte usciremo in oceano aperto, ci sarà da ballare, è l’esatta traduzione che riesco a fare da quel poco di inglese che ricordo, infatti consigliano di salire al bar verso le sei del pomeriggio per prendere una pasticca miracolosa che ci aiuterà a passare la nottata senza problemi, penso proprio che ne farò uso. L’equipaggio dell’Evangelistas mi ricorda “Love Boats”, ve lo ricordate? Io non me ne perdevo una da piccola! Solo che qui la nave è quella che è, non c’è una sala da pranzo con il tavolo del capitano, o quelle graziose salette con i divani e la TV, qui c’è uno stanzone unico, in cui si pranza e cena in due turni separati e in cui si guardano i film in inglese (con sottotitoli in spagnolo!) al pomeriggio e alla sera... è stupendo! Sembra di essere al campeggio degli scout! Apparte il piccolo particolare che io al campeggio degli scout non ci so andata mai... ma vabbè... captain room
Stamani comunque piove e con Adriano abbiamo colto l’occasione per fare un giro nella cabina del comandante, con delusione, ma un po’ me lo aspettavo, scopro che il timone non esiste più, adesso ci sono gps, gprs, sonar, radar e altri complicati aggeggi elettronici, più che il posto di comando di Jack Sparrow sembra quello di Jean Luck Picard... Comunque non mi do per vinta! La pioggia non ferma gli esploratori della terra del fuoco! Saliamo sul ponte e armati di binocolo ci godiamo il paesaggio dei fiordi cileni...(continua)
 

Postato da: melissamambrini a 11:18 | link | commenti

giovedì, 20 novembre 2008

Astrologia, questa strana scienza...
 
Ah l’oroscopo... alzi la mano chi almeno una, e dico UNA, volta nella vita non ha letto l’oroscopo. È inutile che vi guardiate intorno la risposta è: nessuno. Perchè anche nel malaugurato caso che uno non sa leggere, sono sicura che se lo fa leggere dall’amico o dalla fidanzata, sicuro. Io, che non vengo certo meno al rituale dell’oroscopo oggi, dopo qualche settimana in cui non lo facevo, ho letto il mio e voglio rendervi partecipi di come è andata:
Le cose stanno cambiando quotidianamente per voi e ve ne siete accorti.  (   ah sì! boh... a me mi pareva tutto come al solito...  )
Vi state mettendo in contatto con qualcosa di profondo che emergerà presto in superficie. (  aaahhh!  oddio e che sarà?)
La cosa importante è che lo sappiate senza trascurare voi stessi. (   oh ma che vuol dì?)
Concentratevi anche sugli obiettivi professionali mettendoci un po' più di convinzione. (  mah! io a dire la verità lavoro come al solito...)
A me sembra chiaro. A voi no? Ignoranti....
 

Postato da: melissamambrini a 14:52 | link | commenti (4)

martedì, 18 novembre 2008

High School Musical 3 – Senior Year
 
Domenica siamo andati al cinema a vedere “High school musical 3 – Senior year”... Alle 17:30... Un’esperienza a dir poco delirante!!!!! Alle 16:30 eravamo già in fila fuori dal cinema, Cippi era in fibrillazione, “zia ma quando aprono?” e una volta dentro “zia ma quando comincia” e ancora “zia quanto manca?” “zia dammi una gomma/le patatine/l’estathe...” e meno male che io adoro i bambini... Appena è cominciato il film comunque avrei pagato il biglietto solo per vedere le loro facce, incantati di fronte allo schermo, le bocche aperte, le manine unte, qualcuno accena le parole della canzone, tutti hanno grandi sorrisi e lo stupore negli occhi, tipico dei bambini, alcuni accompagnano le scene in cui Troy e Gabriella tentano di baciarsi con un “ooohhhh”, altri ridono e altri ancora fanno foto allo schermo con i loro telefonini... una vera delizia guardarli! In quanto al film, beh partendo dal presupposto che io adoro da sempre i musical, devo dire che l’ultimo capitolo dell’High School Musical non è male per niente, anzi, sti “ragazzotti” so proprio bravi! Forse anche troppo bravi... nel senso che insomma... ai miei tempi c’era “Grease”… ve lo ricordate “Grease”? (Oh John Travolta! Dico, mica cotica...) ecco più o meno la storia è la stessa, c’è questo tipico liceo americano, di questi superfighi, con la squadra di basket, le cheerleaders, il gruppo di teatro, gli armadietti, il coach ecc. ci sono i due innamorati, gli amici di lui, le amiche di lei, le strafighe, gli sfigati... come al solito... però a differenza di Grease qui quelli forti sono quelli che partecipano alle attività scolastiche, i primi della classe insomma, mentre ai tempi di Grease quelli ganzi erano quelli che non facevano ginnastica, che marinavano le lezioni per andare a fare le corse con le macchine, e così per le ragazze, quelle più IN diciamo erano quelle un po’ più “spigliate”, meno bambocce, altro che Gabriella con i suoi vestitini a fiori e il massimo dei voti, le teenagers di Grease si truccavano, si cotonavano i capelli, fumavano come turche e andavano in giro inguainate in pantaloni di pelle e tacchi altissimi... ecco l’unica pecca di questo film forse è che è troppo buonista, troppo “Walt Disney”, ma va bene così perchè di ragazzi delle superiori a vedere questo film non ce n’era neanche uno.
 

Postato da: melissamambrini a 14:32 | link | commenti (1)

mercoledì, 12 novembre 2008

Diario di Viaggio – Ci imbarchiamo!io
Pronti di buon’ora, salutiamo la vecchina in bigodini e vestaglia che ci ha ospitato a Puerto Montt e ci dirigiamo verso il porto. L’aria è quella delle grandi partenze... sono carica come un mulo e molto emozionata, stasera ci imbarchiamo! L’idea della mini-crociera attraverso i fiordi cileni, che all’inizio mi entusiasmava tanto, adesso mi spaventa un po’... come saranno gli alloggi? E i bagni? E il cibo? E il mare? Mille domande si affollano nella mia mente mentre ci dirigiamo verso il porto per il “check-in”. Una volta sul posto scopriamo che abbiamo fatto benissimo ad alzarci presto perchè i posti nelle camerate vengono assegnati in ordine di comparizione, il che significa “chi primo arriva meglio alloggia”. La signorina alla reception è gentilissima e capisce l’italiano quanto noi lo spagnolo, perfetto, ci da tutte le ultime delucidazioni dopodichè ci fa lasciare i bagagli che troveremo direttamente sulla nave e ci da appuntamento al primo pomeriggio per l’imbarco. Fiduciosi decidiamo di concederci una lauta colazione...equipaje
L’ora dell’imbarco arriva in fretta, torniamo al molo e adesso ci sono molte più persone della mattina, stavolta siamo per lo più turisti, ma di italiani neanche l’ombra, ci sono molti americani e inglesi, tedeschi e francesi, candesi anche, e ovviamente cileni. Ci sono tre ragazze inglesi con le loro biciclette che stanno percorrendo la carrettera austral (che qui si interrompe...) verso Ushuaia, un gruppetto di americani in pantaloncini corti, con delle valigie enormi, che urlano, bevono e mangiano patatine. Ci sono coppie, famiglie, gruppi di amici, addirittura qualche viaggiatore solitario, tutti o quasi hanno quello sguardo tra l’emozionato e il preoccupato, nessuno ha idea di cosa l’aspetterà ma tutti hanno una gran voglia di scoprirlo, hanno scelto la nave anche per questo motivo, per non perdere neanche un pezzetto di questa terra stupenda, sorvolandola con un aereo.
Ed ecco che ci imbarchiamo! imbarco
Troviamo quasi subito le nostre cuccette che scopriamo essere in un posto molto fortunato, abbiamo addirittura la finestra e un termosifone tutto nostro! Sistemate le valigie ci riuniamo nella sala grande dove l’equipaggio dell’Evangelistas ci da il benvenuto e ci elenca un po’ di regole da seguire durante la navigazione. La nave è molto spartana, del resto una volta serviva per il trasporto degli animali e degli alimenti, solo da qualche anno è diventata una “nave da crociera”.
dalla naveLa cena ci tranquillizza anche sul rancho, abbastanza buono ma soprattutto abbondante! Ma la cosa più bella della giornata è salire sul ponte la sera, mentre il cielo si tinge di tutte le sfumature del lilla a respirare il respiro dell’oceano, l’aria pungente e odorosa di salsedine... Terra del fuoco stiamo arrivando. (continua)
 

Postato da: melissamambrini a 17:06 | link | commenti (2)

Diario di Viaggio – Isola di Chiloè

Sono le 8 e 10 del mattino e siamo di nuovo sul pullman, direzione Isla grande de Chiloè. Non potevamo proseguire il nostro viaggio attraverso la Patagonia senza passare per quest’isola che ha dato i natali a uno dei più grandi scrittori cileni: Francisco Coloane. Ed è proprio dai racconti di Coloane che ho iniziato a conoscere Chiloè, i suoi miti e le sue leggende; come quella del Caleuche, una sorta di olandese volante, il vascello fantasma il cui equipaggio è formato dai naufraghi ripescati lungo le coste di quest’arcipelago, o quella del Trauco, uno gnomo rugoso vestito di muschi e licheni che insidia le giovani vergini o ancora la leggenda dell’enorme balena bianca, antenata della più moderna Moby Dick... insomma, Chiloè è una terra leggendaria. Un frammento di cordigliera andina che funge da frangiflutti per un lungo tratto di costa cilena. Guardo fuori dal finestrino, siamo di fronte all’oceano, c’è nebbia e una traghetto per chiloèpioggerellina fitta fitta attutisce il paesaggio, tra qualche minuto imbarcheranno tutto il pullman sul traghetto e una volta dall’altra parte ci dirigeremo verso Castro, la città più grande di Chiloè, mi sento emozionata e lusingata insieme al pensiero che anche Sepùlveda partì da Chiloè per il suo “Viaggio in Patagonia” e mi sembra incredibile poter vedere con i miei occhi posti che avevo visitato solo con la fantasia...

La prima città che incontriamo è Ancud, piove a dirotto e le strade sono coperte di fango, la vegetazione è fittissima ma è formata per lo più da cespugli bassi, segno dell'incessante vento che batte queste coste, le case sono per lo più palafitte sospese sul terreno fangoso, il viaggio continua. Arriviamo a Castro e finalmente smette di piovere, facciamo un giro per la città che in realtà è poco più grande di un paese, visitiamo la cattedrale di Castro che, come tutte le chiese dell’arcipelago di Chiloè, è interamente costruita in legno, colonne, volte e guglie, interamente di legno, è incredibile! cattedrale Tra l’altro le chiese di Chiloè sono anche patrimonio dell’Unesco. Proseguiamo il nostro giro fino al golfo dove finalmente ammiriamo le famose palafitte di Castro. Vere è proprie case su palafitte, come quelle dei libri di scuola! 

castro 

È ora di ripartire e finalmente il cielo si apre e ci regala un bellissimo tramonto sull’oceano,

domani ci imbarcheremo sull’ ”Evangelistas” la nave che ci porterà per tre giorni attraverso i fiordi cileni fino a Puerto Natales, provincia di Ultima Esperanza. (continua)

pacifico

 

Postato da: melissamambrini a 11:11 | link | commenti (2)

martedì, 11 novembre 2008

Marcellina terapia
 
Esiste un posto ad Abbadia che è unico al mondo: il negozio di Marcellina. Lì dentro il tempo si è come fermato, ma non si è solo fermato... il tempo lì dentro scorre molto più lentamente che nel resto del mondo. Ed è Marcellina stessa a decidere il suo divenire. Non è umana lei, è quasi eterea, come uno spirito, come una fata... non ha età Marcellina, come le cose che vende, che sembrano uscite da un libro magico o dalla cucina della nonna. Quando si entra lì dentro bisogna abbandonare il concetto di fretta e quello di fila, tutti vengono serviti contemporaneamente e molto moooooolto lentamente, ma al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare tutti diventano inspiegabilmente più rilassati e più gentili, è la magia di Marcellina... “Non si preoccupi signora passi pure” “Deve prendere solo le caramelle? Ma prego...” “Scusi posso passare?” “Prego, prego ci mancherebbe... Io sono ancora perso nelle grappe” ...
A volte io ci entro anche se non devo comprare niente, perchè penso, anzi sono convinta, che sia terapeutica. Avete presente quelle giornate in cui uscite da lavoro tardi, col mal di testa, incazz... neri? O quelle domeniche piovose in cui non si sa che fare? Basta una mezz’oretta da Marcellina e la testa si svuota, gli odori dei salamini, del formaggio stagionato entrano in circolo e ti riempiono di benessere, se poi hai la fortuna di capitarci in una di quelle giornate in cui c’è poca gente, allora hai il privilegio di fare due chiacchiere con lei e assaggiare tutte quelle caramelle e cioccolatini sfusi che ti ricordano quando eri piccola e andavi a comprare le caramelle a etti nella latteria sotto casa. E allora scopri il suo magico mondo fatto di conserve e marmellate, tisane e biscotti, scopri che quel negozio è tutta la sua vita e la sua vita è in quel negozio, ma non ti prende la tristezza, come si potrebbe pensare, perchè Marcellina non è una persona sola, tutt’altro, conosce un sacco di gente e non dimentica nessuno e nessuno si dimentica di lei, nemmeno chi ormai abita lontano dal paese, in città, che non perde occasione ogni volta che torna di andare a trovarla anche se non deve comprare niente, solo per entrare un attimo in quel mondo fatato dove il tempo si è fermato.  
 

Postato da: melissamambrini a 12:50 | link | commenti (6)

venerdì, 07 novembre 2008

Due sere... Due film...
 
Queste due sere sono riuscita a guardare due film molto ma molto belli senza collassare nel divano sotto l’effetto del torpore da copertina di lana... Non sono recentissimi, ma se non li avete, visti ve li consiglio entrambi anche se molto diversi.
 
La ricerca della felicità 
la_ricerca_della_felicita
“ Fu in quel momento che cominciai a pensare a Thomas Jefferson, e alla dichiarazione d'indipendenza, quando parla del diritto che abbiamo alla vita, libertà e ricerca della felicità, e ricordo di aver pensato, come sapeva di dover usare la parola ricerca. Perché la felicità è qualcosa che possiamo solo inseguire, e che forse non riusciremo mai a raggiungere, qualunque cosa facciamo, come faceva a saperlo?? “ (Chris)
 
Gangs of New York gangs_of_new_york_ver4
“ Mulberry Street... Worth... Cross e Orange... e Little Water. Ciascuno dei Five Points è un dito. Quando chiudo la mano, si trasforma in un pugno. E se voglio, posso usarlo contro di te.” (Il Macellaio)
 

Postato da: melissamambrini a 09:47 | link | commenti (1)

mercoledì, 05 novembre 2008

Forse non tutti sanno che....
 
Premesso che il mio è un blog apolitico (nel senso che evito di parlare di politica, anche perchè non ci capisco niente...), ho deciso di pubblicare in questo post il comunicato stampa divulgato dal personale del dipartimento di sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare perchè conosco bene la ragazza che me lo ha inviato. La conosco da una vita ed è una cara amica, oltre ad essere una veterinaria e una ricercatrice che stimo molto. Questa ragazza dopo anni passati sui libri (non ci dimentichiamo che veterinaria ha lo stesso numero di esami di medicina...) e diverse borse di studio all’interno dell’università, ha deciso di trasferirsi a Roma per lavorare nella ricerca di malattie derivate dagli animali quali la BSE (il morbo della mucca pazza per capirci) presso l’istituto superiore si sanità, dipartimento sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare. Nonostante gli svariati tentativi di dissuaderla da questo suo “sogno”, (perchè purtroppo di altro non si può parlare vedendo come va la ricerca in Italia... ) facendogli notare che se avesse aperto uno studio veterinario nel paese in cui viveva con i suoi genitori avrebbe fatto soldi a palate, facendogli notare che la pagavano in trance di tre-sei mesi quando arrivavano i finanziamenti e nel frattempo lavorava gratis, facendogli notare che tutti gli spostamenti tra gli allevamenti in osservazione erano a sue spese, facendogli notare che doveva ancora dividere la casa con altre persone per riuscire a pagare l’affitto, che doveva fare salti mortali per uscire a mangiare una pizza, che aveva abolito cinema, teatro e locali dalla sua vita un po’ per i soldi e un po’ perchè ogni mattina si svegliava alle 6, sabati e domeniche a volte compresi. Nonostante tutto questo e nonostante anche un piccolo incidente avuto sul lavoro in cui gli è stato consigliato di non dire che si era fatta male a lavoro perchè con il suo contratto di Co.Co.Co. sarebbe stato “un problema” e conseguenti giorni di riposo rigorosamente NON pagati... Ecco nonostante tutto questo, dopo anni di lavoro lei, e le persone che lavorano con lei, si ritrovano così.
Ecco io non sono una politica e dei giochi di potere non ne capisco, io so solo che trovarsi a 36 anni, dopo aver dedicato tanto, una vita intera, alla ricerca, a mandare questo comunicato stampa, beh... mi fa indignare! E anche parecchio!  

A RISCHIO LA SICUREZZA ALIMENTARE : IL DIPARTIMENTO DI SANITA’ PUBBLICA VETERINARIA E SICUREZZA ALIMENTARE DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ E’ IN MOBILITAZIONE

Comunicato stampa
20070921194450
Il Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare (DSPVSA) ha indetto, nel corso di un’assemblea del personale, lo stato di mobilitazione a causa dei provvedimenti del Governo (contenuti nella Legge 133/2008 e nell’emendamento dell’art. 37-bis del DDL 1441-quater) avendoli valutati come un attacco alle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori e denuncia le devastanti conseguenze di queste misure nel settore degli Enti pubblici di ricerca. I provvedimenti del Governo non tengono conto dell’impegno e degli elevati costi sostenuti finora per la formazione scientifica e tecnica del Personale non stabilizzato. Queste misure causeranno la dispersione di capitale umano e di professionalità senza portare ad un reale risparmio ma al contrario ad uno spreco di risorse fino ad oggi investite.
L’approvazione dell’emendamento “ammazza-precari” e la riduzione della pianta organica conducono di fatto al licenziamento, all’interno dell’Istituto, di centinaia di lavoratori minacciando lo svolgimento delle attività di ricerca e delle attività istituzionali svolte dall’Ente.
L’Istituto Superiore di Sanità opera nel campo della tutela della Salute Pubblica e, tramite il DSPVSA, fornisce un indispensabile supporto nell’ambito della sicurezza alimentare e della risoluzione di crisi sanitarie quali l’influenza aviaria, la BSE (mucca pazza), la diossina e la melamina negli alimenti, l’antrace. L’Istituto Superiore di Sanità si avvale dell’opera di oltre 2000 lavoratori altamente qualificati e specializzati di cui circa 700 precari la cui attività viene messa in discussione dai provvedimenti di legge sopra indicati.

Il personale del Dipartimento di
Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare
 

Postato da: melissamambrini a 09:14 | link | commenti

domenica, 02 novembre 2008

Diario di viaggio – Il mercato del pesce di Puerto Montt

 

Il mercato del pesce di Puerto Montt è letteralmente un agglomerato di case, banchi di pesce e trattorie, una sull’altra. I posti per mangiare sono così stretti e piccoli che i tavoli vengono condivisi tra gli avventori e la cucina è una stanzetta separata da una tenda in cui si trovano un fornello, un lavandino e pochi altri mobili. All’interno della cucina corpulente signore munite di grembiule si alternano tra i fornelli e l’altra stanza, dove chi cucina porta direttamente i piatti. I nostri “compagni di pranzo” sono due cileni dall’aspetto simpatico, ci fanno cenni di saluto e spostano le loro cose per farci posto, proviamo a comunicare in inglese ma a quanto pare i Cileni e gli Italiani sono gli unici due popoli che ancora non hanno dimestichezza con le lingue, così decidiamo per un connubio italiano-spagnolo per scambiarci i vari convenevoli. I due cileni pescano direttamente col pane da due ciotole fumanti in cui galleggiano delle bestie che non riusciamo ad identificare, ci guardiamo e decidiamo di comune accordo di non mangiare quella roba qualsiasi cosa sia. La signora col grembiule viene a sparecchiare e nel frattempo ci porta forchette, coltelli e bicchieri e in una lingua incomprensibile prova ad elencare le cibarie, ovviamente in fondo alla guida abbiamo i nomi delle varie pietanze, tradotte, ma chissà perché le varie cibarie pronunciate dalla signora ci risultano incomprensibili, alla fine optiamo per il metodo universalmente noto come “signora ci porti quel che vuole”, dopo due secondi eccola che torna con la brodaglia fumante dei due cileni. Ci guardiamo un attimo e non possiamo che metterci a ridere, ok proviamo ad assaggiarla… zuppa di molluschi. In un secondo mi vengono in mente, come in un’enciclopedia tutte le malattie che provengono dai molluschi non accuratamente puliti/cucinati e tutte le raccomandazioni e buone abitudini del turista medio, in tutti ma proprio in tutti i paesi del mondo è SCONSIGLIATO mangiare molluschi, parole come tifo e colera mi ricordano la cazzata che abbiamo fatto ogni volta che tento di zuppare una fetta di pane nella brodaglia…alla fine penso ai due cileni a fianco a noi che sazi si godono un bel caffè, ma sì ormai sono qui, se dev’essere che sia! Se non che… avete mai mangiato cozze oceaniche? Beh… sono il doppio delle nostre! E poi ci sono molluschi che neanche avete idea! Insomma per farla breve richiamiamo la signora e facendo finta di aver gradito molto il piatto ordiniamo due porzioni di merluzzo fritto e patatine! Dio benedica il fish&chips!

Postato da: melissamambrini a 19:24 | link | commenti (1)

Smoke

L’altra sera ho rivisto questo film “Smoke”, anche se in realtà ri-visto non è il termine esatto perché non avevo mai finito di vederlo, infatti quando uscì non andai a vederlo al cinema e nonostante me ne avessero parlato bene, quando lo fecero in tv la prima volta non riuscì a seguirlo, mi annoiava… sì insomma all’inizio star lì a vedere quello che succedeva dentro una tabaccheria di Brooklyn, con questi tizi strani, con i dialoghi lentissimi, che stavano lì a fumare tutto il giorno, insomma non mi entusiasmava. Così l’altra sera mi sono detta “ma sì, riproviamoci”, in fondo io concedo sempre un’altra possibilità e raramente lascio a metà un film o un libro o una conversazione per cui ho approfittato del fatto che lo rifacessero. E devo dire: meno male che l’ho fatto. Quello che mi era sembrato un film scialbo a cui qualche intellettuale aveva dato troppo credito di colpo mi è sembrato un piccolo capolavoro, quella tabaccheria piena di strani personaggi, con storie così strampalate da essere assurdamente reali, quei dialoghi lenti tra una tirata e l’altra di sigaretta, gli sguardi degli attori (bravissimi!), le loro pause, i loro sorrisi appena accennati mi sono sembrati così reali, quasi fossero una fotografia di un gruppo di amici scattata in un qualsiasi locale dove erano usi ritrovarsi per chiacchierare e fumare. Alla fine quello stesso film che a 23, 24 anni mi era sembrato lento e noioso, di colpo me lo sentivo addosso, forse perché di situazioni come quelle nel frattempo ne ho vissute o forse perché adesso a differenza di allora, quando credevo di dover essere una persona perfetta, ho iniziato a fermarmi di più, a pretendere meno da me stessa, ad osservare le persone e le cose che succedono intorno a me, non necessariamente a me, forse perché ho imparato ad ascoltare le storie e a raccontarne, forse perché ho imparato a fumare una sigaretta, ogni tanto, lentamente.

"Se stai per morire, cosa è più importante, un buon libro o una buona fumata?" (Paul-"Smoke")

Postato da: melissamambrini a 15:28 | link | commenti