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Nome: melissa mambrini
Sono una sognatrice, un’ottimista e un’inguaribile romantica. Credo praticamente a tutto, dagli asini che volano a Babbo Natale! Adoro i libri perchè mi permettono di essere chiunque, di vivere in qualunque posto e in qualsiasi periodo storico. I miei preferiti sono quelli che parlano di viaggi, anche fantastici. Non saprei dire il mio libro preferito o lo scrittore... Sono onnivora! Leggo anche una massa di fumetti ma il mio preferito è senza dubbio Ken Parker, perchè “è come dovrebbe essere un uomo”. Adoro la musica perchè è adrenalina, è come il sangue che scorre nelle vene, è emozione e colonna sonora di ogni momento della vita. Mi piace andare al cinema, adoro i film di Tim Burton, semplicemente geniali! E mi piace tutto ciò che è fantascienza, Blade Runner è il mio film preferito in assoluto, ma anche la saga di Guerre Stellari e Dune. Mi piacciono i film un po’ surreali, alla Kusturica e le commedie d’amore (Harry ti presento Sally è il mio preferito!)... vediamo...
Mi piace stare con gli amici, mangiare, bere, ballare... sono fortunata, ho degli amici fantastici!!!
Mi piace viaggiare, ho una vera passione per l’europa e il sudamerica, ma data la mia paura per l’aereo per ora sto esplorando solo il primo dei due continenti, nella mia prossima vita chissà...
Forse la mia prossima vita è già iniziata... per ora sto a quota due voli transoceanici: Cile e N.Y. adesso veramente: Non mi ferma più nessuno!!!
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I migliori dell’anno 2007
Volevo prendere spunto dal post di buzzone su http://dylanfour.splinder.com/ e redigere anch’io la mia classifica personale sui migliori del 2007, quando mi sono resa conto che ho veramente poco da recensire che sia proprio del 2007… forse sto invecchiando! Oddio! Fra un po’ comincerò anche a dire “Ah la musica dei miei tempi, quella sì che era bella!”. Aiuto!!! Qualcuno mi salvi! E tutto è nato dal fatto che quest’anno sono andata veramente poco al cinema, no sul serio, sono sempre stata una che al cinema ci passava i fine settimana e adesso? Forse sono andata in overdose? Forse che da noi al paesello i film che volevo vedere non li facevano e mi sarei dovuta fare 40 minuti di macchina per vederli? Sto camminando sugli specchi… me ne rendo conto… la mia è solo pigrizia… W i dvd! Beh, comunque sia, quei pochi film che ho visto almeno mi sono piaciuti! Il film più bello che ho visto quest’anno al cinema è stato “Breakfast on Pluto” che però non è del 2007… e nemmeno “Il vento che accarezza l’erba” di Ken Loach… però questi ho visto.
Sui concerti invece sono preparatissima e devo dire che, nonostante i Perturbazione (che ho visto a Roma) mi siano piaciuti tanto, nonostante Giuliano Palma (che ho visto a Acquaviva) che è stata la rivelazione dell’estate, nonostante i Modena City Ramblers, che hanno suonato nel mio paese in occasione della notte bianca, i più trascinanti restano sempre loro: Bandabardò! E non ce n’è per nessuno! Certo mi so persa i Subsonica per un soffio….. Meglio non pensarci… (BBBUUUAAAHHHH!!!!!!)
Fumetti invece… mmm… resto sempre un’affezionata bonelliana anche se, da quando sono finite le ristampe di Ken Parker trovo sempre meno fumetti che mi piacciono, anche Julia non mi piace più come all’inizio… anzi lancio un appello: consigliatemi qualche fumetto da leggere!
Telefilm… e qui già ho sparato tutte le mie cartucce, non mi piacciono, l’unico che mi piaceva “Heroes” l’hanno soppresso perché non piaceva a nessuno… dico… devo aggiungere qualcosa? O so io… oppure boh!
Disco… disco… 2007… non lo so! È che di musica ne ascolto sempre troppa e vattelapesca se è del 2007 o no…
Libro invece so ferrata! Il migliore del 2007 è “Come Dio comanda” dell’unico e solo Niccolò Ammaniti! Però devo dire che ho letto bei libri di quest’anno per esempio “Manituana” dei Wu Ming, mentre mi ha deluso un po’ l’ultimo di Roddy Doyle (“Una faccia già vista”) che è pure uno dei miei scrittori preferiti.
Invece vorrei aggiungere due new entry alla classifica, siccome ho visto belle mostre quest’anno e sono andata un po’ a teatro, direi che la mostra su Andy Warhol e la pop art che ho visto a Roma a inizio anno era veramente bella e poi mi è piaciuto un sacco lo spettacolo con Fabio de Luigi basato sul libro di Stefano Benni “Il bar sotto il mare”. Per adesso direi che è tutto… all’anno prossimo!
Pensiero per la terra
Stamani sul National Geographic di dicembre ho letto questo:
“ Quando viaggio, cerco sempre di conoscere una terra come fosse una persona. Di andarle incontro come si va incontro alla personalità umana, in tutta la profondità dei suoi significati. Aspetto che mi parli. E aspetto, e aspetto…..
Nel corso della storia umana uomini di ogni fede si sono comportati come se la terra intera parlasse, e loro ascoltassero la sua voce. Fino ad oggi. Oggi, molte più persone preferiscono credere che la terra sia muta, che non abbia un valore intrinseco. Il suo valore, dicono, sta nella sua utilità. O nella sua bellezza convenzionale, nei suoi scenari. Ed ecco che quella sorta di distacco comincia a prendere piede. “
Ecco, a me è successo di fronte al ghiacciaio Perito Moreno, a El Calafate, in Argentina, poche altre volte nella mia vita mi ero fermata ad ascoltare la terra e invece è vero, parla, la terra ci parla.

Sogno di Natale
La sveglia avrebbe suonato alle 9, perciò aveva dalla sua almeno mezz’ora prima che si svegliasse. Si guardò intorno, cercando di mettere a fuoco la stanza nell’oscurità appena rischiarata dai buchi della serrandina non del tutto abbassata; tese le orecchie per sentire i rumori provenienti dalla strada ma… niente, del resto era la mattina di Natale e chi non aveva fatto tardi la sera prima, comunque si stava ancora preparando per la giornata di festa che si sarebbe svolta sicuramente attorno ad un tavolo gremito di parenti e di ogni sorta di manicaretto. Si girò nel letto, leggermente, cercando di fare meno rumore possibile. Lui dormiva su un fianco, il volto disteso, il respiro regolare, sembrava tranquillo, sereno, si avvicinò, si riempì i polmoni del suo odore, sapeva di buono, le piaceva un sacco il suo odore, le piaceva tornare a casa dopo una serata passata insieme e avere addosso il suo odore, le piaceva quando rigirandosi tra le lenzuola calde la mattina poteva ancora sentire il calore e il sapore del suo corpo. Guardò quelle labbra, che ormai conosceva bene e che non riusciva a trattenersi dal baciare, la sua lingua, come una carezza. Seguì il contorno del suo viso, i suoi lineamenti dolci, la nuca, con i suoi capelli corti, così morbidi da sembrare quelli di un bambino. Ripensò alla serata trascorsa insieme, alle risate, ai discorsi di lui, alla sua felicità, non le sembrava possibile, quella felicità era troppa per lei, non riusciva a contenerla, il suo cuore aveva rischiato di esplodere per l’emozione. Anche adesso, poteva sentirlo, aveva ripreso a battere. Sei tu, pensò, sei veramente tu, adesso lo so, io ti amo, ti amo, vorrei dirtelo, vorrei… lo so che le parole non servono, ma vorrei… vorrei avvicinarmi al tuo orecchio e lentamente sussurrarti “io ti amo”, come un soffio di brezza in un pomeriggio d’estate, vederti chiudere gli occhi di piacere… nel dormiveglia vorrei sussurrarti “io ti amo”, come in un sogno, un bel sogno di cui al risveglio ricorderai solo la sensazione di benessere… “io ti… (DDDRRRIIINNN!!!)
“mmm… yhaaaauuu!!! Buon natale amore” “Buon Natale”
Miracoli di Natale
Avete presente quei film di Natale dove al protagonista succede di tutto, ma veramente di tutto, pochi giorni prima di Natale e poi la notte della vigilia come per magia, per intercessione di qualche angelo o di babbo natale stesso tutto va magicamente a posto? A volte queste cose, non succedono solo nei film, a volte queste cose succedono anche nella vita reale. E allora capita che dei medici debbano operare d’urgenza un brutto male, il più brutto, proprio pochi giorni prima di Natale, e capita anche che questi stessi medici si sbaglino, che quel male così brutto sia in realtà solo una ciste, che escano fuori dalla sala operatoria in anticipo, non per dare una brutta notizia, ma solo per dire: scusateci abbiamo sbagliato. Non so se sia giusto credere in babbo natale, negli angeli o in Dio, non sta a me dirlo, quel che è certo è che questo è un vero e proprio “miracolo di natale”.
“E in un attimo ma come accade spesso, cambia il volto di ogni cosa…” (Autogrill - Guccini)
Teneva in mano quel foglietto già da qualche minuto ormai. Ne soppesava, con le dita, la ruvidità della carta, una carta spessa, fatta per stare fuori, per resistere all’umidità, alla pioggia, al sole, agli sbalzi di temperatura. Ne osservava il colore, quel bianco un po’ ingrigito ai bordi, bordi che probabilmente la plastica non riusciva a coprire del tutto. Abitava in quella casa già da qualche anno ormai eppure, solo oggi, si era decisa a scrivere il proprio nome sul campanello, su quel foglietto di carta spessa che teneva in mano già da qualche minuto. Che buffo, pensò, è grazie a te che la mia vita è cambiata, grazie a te, stupido, insignificante pezzetto di carta, che adesso sono quella che sono. Già, perché un foglietto identico a quello era già stato scritto una volta, molto tempo prima, solo che non portava solo il suo nome ma anche quello di qualcun altro, un nome che per anni era stato legato al suo e che, sembrava ovvio, dovesse rimanere legato al suo per sempre. Ma la vita a volte è strana e a volte sono proprio le banalità a sorprenderci, ad illuminarci, a farci vedere cose che fino al giorno prima non volevamo vedere. Quel foglietto con due nomi… due nomi per una stessa casa, due nomi per una stessa vita, per tutta la vita… e all’improvviso aveva avuto paura. Forse per la prima volta in vita sua aveva avuto veramente paura. Paura di quello che era, paura di quello che sarebbe diventata, paura di sapere esattamente cosa sarebbe successo, paura di aver solo ricoperto il ruolo che tutti le avevano cucito addosso, un ruolo che, si certo, lei aveva scelto, un ruolo che, ovvio, sentiva suo ma… l’unico ruolo, l’unico personaggio che avesse mai interpretato. E di colpo le sembrò di affogare, la sensazione dell’acqua che arrivava alla gola e non c’era via d’uscita… E allo stesso tempo la voglia, improvvisa, di fare, vedere, toccare, annusare, di vivere. D’improvviso quel foglietto era una catena, che la legava ad una vita già vissuta, una bella vita certo, tranquilla, serena, ma l’unica che avesse mai conosciuto. Allora aveva deciso, aveva rotto quella catena. Aveva sostituito quel foglietto con uno identico ma bianco. Un foglio nuovo, da scrivere da capo e stavolta sarebbe stata lei a scriverlo, con le sue scelte, i suoi errori, i suoi pianti e le sue risate, le sue emozioni e le sue esperienze. Tutte quelle che voleva, adesso era libera. Prese la penna e scrisse il suo nome, poi lo allontanò, lo guardò a lungo, era solo il suo nome, era lei stessa, era tutto quello che doveva e voleva essere, era felice, finalmente.
Senza vento
"... qualcosa di mio lo lascerò
in questo mio tempo
saltando nel vuoto aspetterò
il nostro momento
sono pronto
per volare
senza vento..."
(Senza vento - Timoria)


" Là nelle cordigliere della mia patria
una volta, tempo fa,
vidi, toccai e udii
ciò che nasceva:
un palpito, un suono tra le pietre
era ciò che nasceva."
(Pablo Neruda)
