Eccomi

Utente: melissamambrini
Nome: melissa mambrini
Sono una sognatrice, un’ottimista e un’inguaribile romantica. Credo praticamente a tutto, dagli asini che volano a Babbo Natale! Adoro i libri perchè mi permettono di essere chiunque, di vivere in qualunque posto e in qualsiasi periodo storico. I miei preferiti sono quelli che parlano di viaggi, anche fantastici. Non saprei dire il mio libro preferito o lo scrittore... Sono onnivora! Leggo anche una massa di fumetti ma il mio preferito è senza dubbio Ken Parker, perchè “è come dovrebbe essere un uomo”. Adoro la musica perchè è adrenalina, è come il sangue che scorre nelle vene, è emozione e colonna sonora di ogni momento della vita. Mi piace andare al cinema, adoro i film di Tim Burton, semplicemente geniali! E mi piace tutto ciò che è fantascienza, Blade Runner è il mio film preferito in assoluto, ma anche la saga di Guerre Stellari e Dune. Mi piacciono i film un po’ surreali, alla Kusturica e le commedie d’amore (Harry ti presento Sally è il mio preferito!)... vediamo... Mi piace stare con gli amici, mangiare, bere, ballare... sono fortunata, ho degli amici fantastici!!! Mi piace viaggiare, ho una vera passione per l’europa e il sudamerica, ma data la mia paura per l’aereo per ora sto esplorando solo il primo dei due continenti, nella mia prossima vita chissà... Forse la mia prossima vita è già iniziata... per ora sto a quota due voli transoceanici: Cile e N.Y. adesso veramente: Non mi ferma più nessuno!!!

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mercoledì, 28 novembre 2007

Il ragazzo della batteria
 
Lo spiazzo di fronte al palco è affollatissimo ma io ti vedo. Centinaia di ragazzi si muovono al ritmo di musica, roteando la testa, buttando in alto le mani, ma io tengo gli occhi fissi su di te e riesco a passare. Sono quasi sotto al palco adesso e non riesco a toglierti gli occhi di dosso. Sei lì, dietro la batteria, le braccia si muovono veloci, i movimenti precisi, il volto contratto, sei totalmente immerso nella musica, tu sei musica. Il cantante sta urlando nel microfono e centinaia di voci gli fanno eco, ma io non le sento, sento solo te, vedo solo te. E resto lì, ipnotizzata dai tuoi movimenti, affascinata dai tuoi suoni e dalla tua fantasia, per un tempo che sembra infinito. E all’improvviso ti fermi, vi fermate, la folla è in delirio, mi spintona, ma io resto lì, fissa su di te e tu mi vedi. I nostri occhi si incrociano per una frazione di secondo e capisco che non è ancora arrivato il momento, non è ancora il nostro momento e lo capisci anche tu, mentre mi allontano sento i tuoi occhi su di me, non è ancora il momento, ragazzo della batteria, non lo è, mi allontano e ti lascio nel tuo mondo di cui io non faccio parte....
Ed è così che mi sveglio, con l’immagine di te che suoni, con la sensazione dei tuoi occhi che mi cercano. Mi stiro nel letto e ti cerco, sei lì, sento il tuo corpo caldo, mi avvicino e tu mi accogli nel calore del tuo abbraccio, l’abbraccio più dolce del mondo. Mi baci, ti bacio, ci baciamo, ti guardo, mi sorridi e finalmente sei tu, ragazzo della batteria, finalmente adesso è arrivato il momento. Sorridendo mi chiedi “Cosa c’è?”
“Niente. Ti ho sognato e sono felice”
“Era un bel sogno? Che facevo?”
“Suonavi la batteria di fronte a un sacco di persone”
Ridi “E’ successo tanto tempo fa...”
“Lo so... non era ancora il momento”
 

Postato da: melissamambrini a 09:13 | link | commenti (4)

venerdì, 23 novembre 2007

Patagonia Express
 
Mmm... yaaahhuuu! Rieccomi qua, sbadigli da fuso orario compresi, sono tornata. Che dire... Il Cile, la Patagonia, la “Tierra del fuego”... il mio sogno di bambina che si realizza... è stato tutto semplicemente perfetto. Persino la pioggia, persino il vento, persino i contrattempi, il freddo, lo zaino che pesava sulle spalle come un macigno. Tutto. È stato tutto perfetto. È stato come doveva essere, un lungo pellegrinaggio da Santiago a Ushuaia, zaino in spalla, attraverso autobus e traghetti, dormendo negli hospedaje (case aperte agli ospiti) e negli ostelli, incontrando gente, parlando (provando... tra spagnolo e italiano...), bevendo insieme del buon vino (quello cileno è veramente ottimo!), mangiando enormi granchi e altrettanto enormi bistecche, ma anche panini e empanadas tra una fermata dell’autobus e l’altra, bevendo enormi tazze di caffè solubile e scaldandosi intorno alle stufe a cherosene, che sembra siano l’unica fonte di riscaldamento laggiù! E ho ancora gli occhi e il cuore zeppi delle distese infinite delle pampas, abitate solo da mucche, pecore e guanaco, coperte da un cielo in continuo movimento, con quelle nuvole basse che sembra di poterle afferrare con le mani, e ogni tanto qua e là i gaucho a cavallo che radunano le mandrie, e anche loro sono come devono essere, con il loro cappello e il loro viso scuro e il fazzoletto sulla bocca a coprire la polvere sollevata dagli animali. Ho ancora le orecchie e il cuore pieni della voce dei ghiacciai millenari, che fanno dei veri e propri discorsi con i loro crepitii incessanti, sembra che raccontino una storia, una storia antica, la storia di un mondo di cui si è persa la memoria, o della voce del vento sulla cima delle torri del paine in piena cordigliera andina dove solo i condor, dalle immense ali, si avventurano. E poi i simpatici pinguini dello stretto di magellano, gli enormi leoni marini del canale di beagle, i sorrisi luminosi dei bimbi cileni... non so... sono ancora così piena che non riesco a mettere ordine ai pensieri, alle emozioni, forse è troppo presto, forse tra qualche giorno riuscirò a metabolizzare il tutto e a trasformarlo in ricordi, forse riuscirò a riordinare le centinaia (non è un modo di dire...) di foto che ho scattato... forse... per adesso le emozioni sono ancora troppo vive in me ma avevo voglia di condividerle lo stesso.
Questo è il faro di Ushuaia, da qui ho lanciato il mio bacio d’addio alla fine del mondo, dietro quelle montagne c’è Capo Horn e poi più nulla...
  
faro_ushuaia

Postato da: melissamambrini a 14:39 | link | commenti (5)