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Nome: melissa mambrini
Sono una sognatrice, un’ottimista e un’inguaribile romantica. Credo praticamente a tutto, dagli asini che volano a Babbo Natale! Adoro i libri perchè mi permettono di essere chiunque, di vivere in qualunque posto e in qualsiasi periodo storico. I miei preferiti sono quelli che parlano di viaggi, anche fantastici. Non saprei dire il mio libro preferito o lo scrittore... Sono onnivora! Leggo anche una massa di fumetti ma il mio preferito è senza dubbio Ken Parker, perchè “è come dovrebbe essere un uomo”. Adoro la musica perchè è adrenalina, è come il sangue che scorre nelle vene, è emozione e colonna sonora di ogni momento della vita. Mi piace andare al cinema, adoro i film di Tim Burton, semplicemente geniali! E mi piace tutto ciò che è fantascienza, Blade Runner è il mio film preferito in assoluto, ma anche la saga di Guerre Stellari e Dune. Mi piacciono i film un po’ surreali, alla Kusturica e le commedie d’amore (Harry ti presento Sally è il mio preferito!)... vediamo...
Mi piace stare con gli amici, mangiare, bere, ballare... sono fortunata, ho degli amici fantastici!!!
Mi piace viaggiare, ho una vera passione per l’europa e il sudamerica, ma data la mia paura per l’aereo per ora sto esplorando solo il primo dei due continenti, nella mia prossima vita chissà...
Forse la mia prossima vita è già iniziata... per ora sto a quota due voli transoceanici: Cile e N.Y. adesso veramente: Non mi ferma più nessuno!!!
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"Gelidi tramonti... un tempo erano fuoco sulla terra... muoiono le stelle, tra gli ultimi bagliori e un assordante nulla..."
La glaciazione... Subsonica... Sono tornati!!!!!!
Roma 30 Novembre 2007, io ci sarò e voi?
http://www.myspace.com/subsonica
Avevo un sogno
Fin da piccolina ho avuto sempre lo stesso sogno, lo stesso chiodo fisso, esattamente da quando nel sussidiario delle elementari, lessi per la prima volta le parole: “Terra del fuoco”. La terra del fuoco è l’estremo lembo a sud del continente sudamericano, tra Cile e Argentina, ricordo ancora che nel sussidiario c’era scritto che gli fu dato questo nome perché i primi marinai europei che transitarono davanti alle sue coste notarono degli enormi fuochi sempre accesi, probabilmente gli indigeni li usavano per scaldarsi. Ecco, io da quel giorno ho un sogno, andare nella terra del fuoco. Posso dire di aver letto, negli anni, ogni sorta di romanzo o diario di viaggio che parlava della Patagonia o della terra del fuoco, da Chatwin, a Sepùlveda, a Coloane. E ogni volta che avevo un problema, ogni volta che le cose andavano male, ogni volta in cui magari ero talmente triste da non trovare neanche un motivo per continuare, ecco io avevo
C’è forse un modo migliore per cominciare la giornata?
Cielo azzurrissimo, non una nuvola e la montagna in tutto il suo imponente splendore.
Alberi dalle foglie di 100 colori, gialle, rosse...colori che solo la natura sa creare.
6 gradi e un’aria che pizzica il naso appena esci di casa.
Le fidate Stan Smith ai piedi che ormai non ne possono più.
La tua sciarpa preferita, quella che ti hanno portato dalla Thailandia.
iPod e cuffiette, “Countdown To Extinction” a tutto fuoco nelle orecchie.
C’è forse un modo migliore per cominciare la giornata?
Nonna Nedda!
Stamattina su Repubblica ho trovato questo articolo:
parla di una signora di 86 anni che ha un blog!!! Non è incredibile?! Sono andata subito a vedere perchè la cosa mi incuriosiva molto, ed è veramente carino! Questi post scritti in modo impeccabile di un italiano preciso da maestra d’altri tempi, la grazia e l’antica cortesia di cui solo le persone anziane (anzi i vecchietti come direbbe la signora Nedda!) sono capaci, bello, bello, mi è proprio piaciuto, è un piccolo angolo di tranquillità, proprio come il casentino, dove abita la signora Nedda. Se poi penso che ha la stessa età di mia nonna mi fa ancora più tenerezza! Me la immagino la mia nonnina alle prese con mouse e tastiera! Chissà se anch’io quando avrò 86 anni sarò ancora così curiosa ed entusiasta del mondo? Me lo auguro con tutto il cuore, in fondo si comincia a invecchiare veramente solo quando si perde interesse per le cose, quando non si ha più quell’entusiasmo e quella meraviglia che hanno i bimbi e allora non c’entra niente l’età, si può invecchiare anche a 30 anni. Comunque fateci un salto ecco il link:
http://neddagottardi.splinder.com/
Il bacio che aspettavo
L’aria della sera era calda, non così calda come ci si aspetterebbe da una sera di fine luglio, ma abbastanza calda da giustificare la maglietta scollata e la gonnellina corta. Si era vestita in quel modo perchè una volta, tanto tempo prima, quasi un anno ormai, lui le aveva detto che stava veramente bene vestita così e siccome non era tipo da complimenti pensò che forse gli era piaciuta davvero. In effetti stava pensando a lui già da qualche mese ormai e non riusciva a capire da dove le fosse venuta quell’idea, quel chiodo fisso. C’erano stati diversi episodi, è vero, in cui aveva pensato che forse... sì, le sarebbe piaciuto molto baciarlo, abbracciarlo, ma aveva paura... o meglio non sapeva bene cosa le succedesse, era come se si rifiutasse anche solo di tentare, la paura di sbagliare, di non essere all’altezza forse, la bloccava totalmente. Quella sera invece aveva deciso di tentare. Con la scusa che di lì a qualche giorno sarebbe partita per le vacanze gli aveva mandato un sms (vado a cena lì per salutare un po’ di gente vieni?). Si era mantenuta sul vago, aveva letto e riletto il messaggio almeno un milione di volte prima di inviarlo, chiedendosi ogni volta se fosse il caso, se fosse rimasta abbastanza neutrale, se si intuisse che pensava sempre a lui o si capiva che era il messaggio di un’amica. Alla fine l’aveva inviato non senza una fitta allo stomaco. E lui era venuto, non le aveva risposto, ma era venuto. Avevano cenato, non da soli ovviamente, non era un appuntamento. Avevano bevuto, parlato, scherzato, fumato, una serata come ce ne erano state tante altre quell’estate. E poi si erano salutati, davanti alla macchina di lei si erano salutati, ognuno per la sua strada, anche quella sera. La delusione le chiudeva lo stomaco, aveva voglia di baciarlo, aveva bisogno di quel bacio e il modo in cui la guardava le faceva immaginare che per lui fosse la stessa cosa... ma poi era partita, era salita in macchina e si era diretta verso casa. Ma appena girata la prima curva che l’avrebbe condotta a casa sentì il telefono emmettere un suono... no non è possibile che sia un messaggio... pensò. Invece lo era, era quel messaggio che aveva aspettato ma che non era arrivato e che per cause note solo alle compagnie di telefonia mobile arrivava soltanto adesso. Forse... pensò, non è un caso. Forse potrei rispondere, adesso di certo l’avrà spento e se anche lo vedesse domani beh... sarebbe un altro giorno... rispose. Non fece neanche in tempo a rimettere il telefono in borsa che lo sentì squillare.
- Pronto –
- Dove sei? –
- Per strada... stavo tornando a casa quando... beh ho visto il messaggio e allora... – che imbarazzo, pensò.
- Fermati! Arrivo subito – click!
Non poteva essere vero, non stava correndo da lei, non poteva succedere davvero, queste cose non succedono nella vita reale, pensò, ma solo nei film o nelle canzoni pop, sorrise di questo pensiero.
E invece successe. Arrivò. Arrivò e portò con sè quel bacio, quel bacio che aveva desiderato così tanto, quel bacio che era esattamente come lei lo aveva immaginato e desiderato per tutti quei mesi, il bacio che stava aspettando.
Damiano e Clara, qualche buona notizia...
Per Damiano e Clara
Prendo spunto dal blog di Daniele (http://www.danieletondi.com/wordpress/) per porre l’attenzione, come posso, nel mio piccolo, su una vicenda di cui purtroppo sono protagonisti due nostri compaesani. Fino ad oggi non ho voluto fare commenti, primo perchè so veramente poco come sono andate le cose e secondo perchè la questione è molto molto delicata. So solo che sull’argomento è stato detto pochissimo, questo è quello che ho trovato su internet e risale a più di 10 giorni fa:
http://www.governo.it/Presidenza/politiche_famiglia/Comunicati/dettaglio.asp?d=36544
http://newscontrol.repubblica.it/item/365788/paraguay-coppia-italiani-arrestati-per-traffico-neonati
possibile che non se ne sappia più niente? Almeno gli organi governativi potrebbero dare qualche informazione no? Ormai i media sono pieni di ogni sorta di cazzata, possibile che l’arresto di due nostri connazionali e la loro detenzione in un carcere Paraguayano non facciano notizia? Ha ragione Daniele, parliamone, per non lasciarli soli.
Che bella questa canzone...........
Universo
Parlami dell'Universo,
di un codice stellare che morire non può.
Di anime in continuo movimento
e abbracci nucleari estesi nell'immensità,
dove tu mi stai aspettando adesso.
Dentro a una vertigine che danza,
e ci porta al di là del tempo,
sino a ritornare sulle labbra,
l'incanto è lo stesso, perché niente
è cambiato anche se tutto è diverso.
Cantami dell'Universo
di un codice stellare che mentire non può.
Cadono nel vuoto in un momento
miliardi di segnali che accendono l'immensità,
dove tu lo sai che poi mi perdo
dentro a una vertigine che danza,
e ci porta al di la del tempo,
sino a ritornare sulle labbra,
l'incanto è lo stesso, perché niente
è cambiato anche se tutto è diverso.
Perché niente è cambiato anche se tutto sembra diverso.
Miliardi di segnali che accendono l'immensità
dentro a una vertigine che danza
e ci porta al di la del tempo
Sino a ritornare sulle labbra
l'incanto è lo stesso e tu sei
dentro a una vertigine che danza
e ci porta al di la del tempo.
Dentro a una vertigine che danza,
ci porta al di la del tempo
(Universo – Cristina Donà)
Quando meno te lo aspetti
E poi arriva… proprio quando meno te lo aspetti, proprio come ti dicevano tutti i tuoi amici, proprio come ti diceva tua nonna: “quando meno te lo aspetti”. Ed è proprio così. E quello che credevi un detto popolare, un luogo comune, diventa una realtà. La felicità arriva, quando meno te lo aspetti. Non entra dalla porta, non entra dalla finestra, non ti avverte, non suona il campanello, non manda sms… te la trovi dentro ed è come se fosse sempre stata lì in attesa di essere scoperta. La felicità. Quella felicità che non ha parole, ma solo emozioni, quella felicità che ti blocca il respiro, ti stringe lo stomaco. Quella felicità immensa che non riesci a contenere, che è come un’onda del mare, come una raffica di vento. E hai paura, lo vorresti gridare, ma hai paura, perché non sai com’è arrivata e sai che può andar via e sai che non c’è un metodo per farla tornare se decidesse di andarsene perché lei beh… arriva quando meno te lo aspetti. E allora, confusa ma felice, chiudi gli occhi e cerchi di immagazzinare in ogni più piccola cellula, in ogni recondito angolo del tuo corpo, della tua mente e del tuo cuore, quella sensazione, cerchi di tenere stretto l’attimo, di imprimere a fuoco l’emozione dentro di te perché non ti abbandoni mai. E allora senti che non ti serve altro, che non hai bisogno di niente, solo di quella sensazione. E senti che era facile essere felici, che non serviva andare lontano, che non serviva sacrificarsi, che non serviva comprare cose inutili. La felicità è tutt’altra cosa, la felicità è un’emozione e come tale può durare una vita o uno sbattere di ciglia, la felicità non si può spiegare, non ci sono le parole, non si può creare, non si può comprare, non si può cercare… la felicità arriva, quando meno te lo aspetti.
“Bambocciona” mancata
Ieri ho scoperto di essere una mancata “bambocciona” e questo semplicemente perchè riesco a vivere per conto mio senza gravare sul bilancio familiare... so soddisfazioni eh! Forse il ministro Padoa-Schioppa con i suoi incentivi e agevolazioni per i giovani credeva di fare cosa gradita definendo “bamboccioni” quelli che ancora stanno a casa con mamma e papà, forse credeva di dare una smossa a questi attempati signorini e signorine che, secondo lui, si gongolano beati nell’accogliente grambo materno, forse avrà pensato di incentivare i giovani, magari usando un termine un po’ “forte” forse anche un pelino “offensivo”, a crearsi una famiglia, a sbrigarsela da soli... forse... forse però il signor Padoa (o signor Schioppa? Pare male però Schioppa... va beh...) non ha tenuto conto del fatto che è stato proprio il governo anzi, che sono stati proprio quei signori politici che hanno governato e che governano tutt’ora l’Italia a far diventare la mia generazione una generazione di “bamboccioni”. È vero, i trentenni di adesso stanno ancora a casa con mamma e papà, ma è vero anche che la maggior parte di loro ha un lavoro a tempo determinato o comunque che non arriva a 1000 euro al mese e allora caro signor Schioppa, con le sue 40 euro mi spiega esattamente su un affitto di 800euro al mese cosa ci dovrebbe fare un “bamboccione”? Faccio i conti della serva io ma sa, a casa mia 1000 – 800 fa 200, con 40 euro fa 240, considerando che non tutti i mesi ma qualche mese c’è da pagare: luce, acqua, gas, telefono, immondizia... e poi... vogliamo mangiare? E un cinemino? Una pizzetta il sabato con gli amici? Poi ci si lamenta che gli italiani non spendono... beh decidiamoci, allora con 40 euro potremo incentivare l’economia? Mmm... mi pare difficile considerando che con 40 euro non ci si compra neanche un paio di scarpe fabbricate in taiwan... figuriamoci il famoso “made in italy”. Quindi fatemi capire io che sto a casa mia e ho un “posto fisso” dovrei uscire e dire ai miei amici che stanno ancora a casa con i genitori che sono dei “bamboccioni”? E questo solo perchè hanno deciso di intraprendere una strada diversa dalla mia? Magari nel settore della ricerca? Dove ci sono persone di 40 anni, professionisti, laureati, con 10 anni di onorato servizio alle spalle che hanno ancora contratti di consulenza, che vengono rinnovati dopo 3 o 4 mesi dalla scadenza e che nel frattempo, per pura coscenza e passione per il proprio lavoro, continuano a lavorare non pagati? Oppure dovrei dare amorevolmente del “bamboccione” a quei ragazzi che per laurearsi fanno tanti sacrifici e poi alla fine si ritrovano a fare la fame nei call center per 850 euro al mese e che quando la sera tornano a casa li aspetta la mamma col brodino pronto e “Un posto al sole”... che bello stare in famiglia eh! Non poter portare a casa nessuno, sottoporsi a lunghi ed estenuanti interrogatori se si rientra la domenica mattina, magari in condizioni non proprio sobrie... eh ma è bella la vita dei “bamboccioni” coccolati da amorevoli genitori che ti trattano ancora come un quindicenne... che bello, che invidia, meno male che c’ha pensato lei signor Padoa-Schioppa a farci riflettere su quanto è fortunata la nostra generazione!
Mi sento romantica...
" ... supererò le correnti gravitazionali
lo spazio e la luce per non farti invecchiare
ti salverò da ogni malinconia
perchè sei un essere speciale
ed io avrò cura di te
io sì, che avrò cura di te ... "
(La cura - Battiato)
Message in a bottle
Torino, 2 Ottobre 2007, una data da ricordare, Sting, Copeland e Summers di nuovo insieme:
“C'è una magia, in certi ritorni, che può tagliare la parola in bocca ai critici e che riesce ad annullare in un secondo ogni timore di effetto nostalgia. Più moderni di allora, ancora in grado di emozionare, sono tornati i Police.”
(Repubblica.it)
“Hanno veramente spaccato!Sono un altro pianeta, insuperabili!”
(sms di un amico che era al concerto)
E io non aggiungerò altro, se non che... sono dei grandi!
In bocca al lupo!
Eccomi di nuovo a salutare un’amica che parte... anzi che è già partita! Mi sembra ieri che Fiamma è arrivata sul Monte. Lei così siciliana, lei che non aveva mai visto un bosco di castagni o una faggeta, lei che non aveva mai visto scendere il termometro sotto lo 0, lei che non aveva mai raccolto un fungo in vita sua! Abbiamo legato subito con Fiamma, forse per il suo carattere tosto e sincero, forse perchè capivo il suo disagio di trovarsi da sola in un posto così diverso, lontana da casa e dalla sua famiglia, forse perchè ammiravo la sua forza e il suo coraggio nell’affrontare questa scelta o forse semplicemente perchè ci sono persone di cui ci si fida “a pelle”, non so... So solo che mi è stata vicino, che per un po’ ci siamo sorrette a vicenda, che siamo state un punto di riferimento l’una per l’altra. Da oggi comincia a lavorare a Roma, era quello che voleva per cui spero con tutto il cuore che sia felice e che si trovi bene, in fondo Roma non è così lontana e so che ci sono ottime ragioni che la faranno ritornare spesso quassù, però mi mancherà lo stesso, mi mancherà la sua risolutezza, il suo carattere forte, il suo riportarmi con i piedi per terra, le sue attenzioni...
In bocca al lupo Fiamma!