Eccomi

Utente: melissamambrini
Nome: melissa mambrini
Sono una sognatrice, un’ottimista e un’inguaribile romantica. Credo praticamente a tutto, dagli asini che volano a Babbo Natale! Adoro i libri perchè mi permettono di essere chiunque, di vivere in qualunque posto e in qualsiasi periodo storico. I miei preferiti sono quelli che parlano di viaggi, anche fantastici. Non saprei dire il mio libro preferito o lo scrittore... Sono onnivora! Leggo anche una massa di fumetti ma il mio preferito è senza dubbio Ken Parker, perchè “è come dovrebbe essere un uomo”. Adoro la musica perchè è adrenalina, è come il sangue che scorre nelle vene, è emozione e colonna sonora di ogni momento della vita. Mi piace andare al cinema, adoro i film di Tim Burton, semplicemente geniali! E mi piace tutto ciò che è fantascienza, Blade Runner è il mio film preferito in assoluto, ma anche la saga di Guerre Stellari e Dune. Mi piacciono i film un po’ surreali, alla Kusturica e le commedie d’amore (Harry ti presento Sally è il mio preferito!)... vediamo... Mi piace stare con gli amici, mangiare, bere, ballare... sono fortunata, ho degli amici fantastici!!! Mi piace viaggiare, ho una vera passione per l’europa e il sudamerica, ma data la mia paura per l’aereo per ora sto esplorando solo il primo dei due continenti, nella mia prossima vita chissà... Forse la mia prossima vita è già iniziata... per ora sto a quota due voli transoceanici: Cile e N.Y. adesso veramente: Non mi ferma più nessuno!!!

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mercoledì, 31 ottobre 2007

Paura!!!
 
Ok eccomi qua... allora domani parto... che dire... SONO TERRORIZZATA!!! Ricordate quel film con Meg Ryan, “French Kiss” mi pare si chiamasse, c’è lei che deve accompagnare il suo fidanzato a Parigi, sembra una cosa romantica ecc. ma deve prendere l’aereo perchè dal Canada non c’è altro modo per andare a Parigi e lei non ce la fa. Ecco, mi sento proprio come lei... sento che non ce la posso fare a volare tutte quelle ore sopra l’oceano dentro uno scatolone di metallo che inspiegabilmente (beh... proprio inspiegabilmente no però...) vola! Ho una fifa blu! Però certo non c’è altro modo, continuo a ripetermi che andrà tutto bene, che è molto più pericolosa la macchina, che... boh accidenti non lo so! Sto nel panico! Poi alla fine Meg Ryan l’aereo lo prende per andarselo a riprendere il fidanzato, che nel frattempo aveva trovato un’altra fidanzata in Francia... oh insomma perchè mi viene in mente questo film? Ci sono tutte le paure che mi tormentano, l’aereo, la lontananza... ok, ora respiro profondo e mi calmo. Bene, penso positivo, ce la posso fare. Un bacio a tutti.
 

Postato da: melissamambrini a 15:32 | link | commenti (4)

lunedì, 29 ottobre 2007

"Gelidi tramonti... un tempo erano fuoco sulla terra... muoiono le stelle, tra gli ultimi bagliori e un assordante nulla..."

La glaciazione... Subsonica... Sono tornati!!!!!!

Roma 30 Novembre 2007, io ci sarò e voi?

http://www.myspace.com/subsonica

 

Postato da: melissamambrini a 11:36 | link | commenti (3)

sabato, 27 ottobre 2007

Avevo un sogno

 

Fin da piccolina ho avuto sempre lo stesso sogno, lo stesso chiodo fisso, esattamente da quando nel sussidiario delle elementari, lessi per la prima volta le parole: “Terra del fuoco”. La terra del fuoco è l’estremo lembo a sud del continente sudamericano, tra Cile e Argentina, ricordo ancora che nel sussidiario c’era scritto che gli fu dato questo nome perché i primi marinai europei che transitarono davanti alle sue coste notarono degli enormi fuochi sempre accesi, probabilmente gli indigeni li usavano per scaldarsi. Ecco, io da quel giorno ho un sogno, andare nella terra del fuoco. Posso dire di aver letto, negli anni, ogni sorta di romanzo o diario di viaggio che parlava della Patagonia o della terra del fuoco, da Chatwin, a Sepùlveda, a Coloane. E ogni volta che avevo un problema, ogni volta che le cose andavano male, ogni volta in cui magari ero talmente triste da non trovare neanche un motivo per continuare, ecco io avevo la Patagonia, la terra del fuoco, dovevo continuare, dovevo farcela perché dovevo andare nella terra del fuoco. E prima ero troppo piccola, poi c’era l’università da finire, poi dovevo cercare lavoro, fare casa, poi i soldi che non bastano mai, poi una cosa, poi l’altra… poi, un giorno di qualche mese fa, l’ho fatto… ho comprato il biglietto, insieme ad un amico, Roma-Santiago del Cile e ritorno. Il biglietto è rimasto lì, dentro il passaporto, entrambi al sicuro nel cassetto del comodino, fino ad oggi. Giovedì parto. Parto e non mi sembra possibile. Non mi sembra possibile perché adesso, che finalmente sto per realizzare il mio sogno di bambina, ho paura. Ho una paura folle, smisurata, incontrollabile. E mi rendo conto che i sogni sono belli in quanto sogni, che quando stai per realizzarli perdono di significato, di magia. Sono belli perché sono il nostro rifugio, la nostra oasi personale, la nostra ancora di salvezza in un certo senso. E ho paura perché adesso sono in un momento della mia vita in cui, finalmente, non ho bisogno di quell’ancora, non ho bisogno di rifugiarmi in nessuna oasi, adesso sono felice, qui e ora. E allora ho paura, paura che allontanandomi da tutto questo lo perderò… continuo a ripetermi: è solo un viaggio, non cambierà niente e al tuo ritorno avrai nuove storie da raccontare, una nuova luce negli occhi, un nuovo angolino nel cuore con su scritto terra del fuoco e un sacco di foto… è tutto qui. Allora perché questa paura? Potrei rinunciare certo, l’idea mi ha sfiorato più di una volta nell’ultima settimana, ma mi conosco troppo bene, finirei col pentirmene, finirei col pensare ogni giorno “come sarebbe stato se…” e non potrei più vivere. Giovedì parto. Parto e non so nulla. Non so nulla volutamente, coscientemente, abbiamo un itinerario, ma… niente di più, parto come Chatwin, come un marinaio, come un avventuriero, parto come qualcuno che si accinge a realizzare un sogno, con la paura e il rispetto che i sogni richiedono.

Postato da: melissamambrini a 15:40 | link | commenti

giovedì, 25 ottobre 2007

Ti voglio bene
 
Ti voglio bene anche se non va più di moda, anche se credevo di non riuscire a dirlo più.
Ti voglio bene anche se tutti dicevano che no, non avevamo niente in comune.
Ti voglio bene perchè quando chiudo gli occhi e ti penso sorrido.
Ti voglio bene perchè quando sei accanto a me non ho paura, quando mi prendi la mano mi sento forte.
Ti voglio bene perchè quando mi baci sento un milione di brividi e quando mi abbracci ci metti il cuore.
Ti voglio bene perchè quando mi racconti le cose ti si illuminano gli occhi e starei ad ascoltarti per ore.
Ti voglio bene perchè sai stupirmi, perchè sai sempre cosa fare e cosa dire.
Ti voglio bene quando ridi di me perchè sono troppo passionale in ogni cosa che faccio.
Ti voglio bene quando mi guardi serio e vuoi sapere cosa mi preoccupa.
Ti voglio bene come una ragazzina di 15 anni, come fosse la prima volta.
Ti voglio bene perchè dietro quella scorza dura, da uomo d’altri tempi, sento che anche io sono importante per te.
 

Postato da: melissamambrini a 16:00 | link | commenti (5)

mercoledì, 24 ottobre 2007

Cicogna in arrivo!
 
È martedì sera, sono circa le 9 e 30, il film in TV è già iniziato e tu sei ancora lì che giri per la cucina cercando di mettere in ordine quello che hai sparpagliato in giro durante la giornata. Metti l’acqua a scaldare, qualcosa di caldo dopo cena ci vuole, con questo freddo poi. Prendi in mano il telefono con l’idea di andare a sdraiarti sul divano e quindi di non doverti alzare, perchè è matematico che non ti chiama mai nessuno ma come ti sdrai sul divano e ti metti sotto la copertina.... driiiin... suona il telefono. Prendi in mano il telefono e... driiin, incredibile! Suona ancora prima di toccare il divano! Leggi il nome, è un’amica, una cara amica che però non senti spesso ultimamente, da quando si è sposata... rispondi. La sua voce felice ti insospettisce, per cui ti siedi, in attesa di quelle parole magiche che non resisterà molto a pronunciare... “Diventerai zia!!!”. Il sospetto diventa certezza, senti la felicità che piano piano ti invade e diventa un tutt’uno con la sua, come due stupide cominciate a ridere al telefono... ma da quando? Ma no è presto... 4 settimane ma sai sono così felice... daniele sì, anche lui, è impazzito... t’ho chiamato perchè rischiavi di venirlo a sapere da altri sta mettendo i cartelli! Ma quando? Come? A fine giugno... forse luglio.. dai davvero! Il 3! Il 3 come la zia dai! Marianna? Sì sto chiamando anche lei... che bello! Quanto sono contenta! Ciao Franci ciao...
Ed è tutta qui la felicità, è la cosa più bella del mondo.
 

Postato da: melissamambrini a 12:08 | link | commenti (2)

venerdì, 19 ottobre 2007

Mamme sull’orlo di una crisi di nervi
 
Oggi sentenza per il delitto di Cogne, 16 anni ad Annamaria Franzoni. Non voglio entrare nel merito del fatto che è stato già giudicato da persone più capaci e competenti di me, mi soffermo solo su una frase, la riporto per intero dal sito di Repubblica perchè mi ha colpito:
"La causa scatenante" di quello che i giudici definiscono "un massacro", risiederebbe "in un conflitto interiore" di Annamaria Franzoni. Stando alle motivazioni, il conflitto della Franzoni "aveva radice nell'ambito familiare". In particolare nella "difficile gestione da parte sua dei due figli bambini, gestione caratterizzata da sopraffaticamento e da stress".
L’altro giorno, sempre su Repubblica ho letto di una donna (30 anni) che ha buttato dalla finestra la figlia di 5 anni perchè non le ubbidiva... anche lì una frase del tipo “La donna soffriva di crisi depressive”, beh è il minimo...
Sempre sulla stessa linea, il caso che ormai è diventato la telenovela dell’estate, la sparizione/omicidio della piccola Maddie. Anche lì sembra che la madre non ce la facesse a gestire la piccola “iperattiva” bimba, 5 anni anche lei...
Ora, io non ho figli per cui molto probabilmente non dovrei neanche toccare questo argomento di cui, ancora, non ho esperienza diretta, però mi chiedo semplicemente come si possa arrivare ad essere così esasperati da fare una cosa del genere. E me lo chiedo più che per giudicare queste madri, per capire fino a che punto, fino a quale limite di disperazione si debba arrivare per uccidere il proprio figlio e ancora di più per dichiararsi innocenti, come si possa mantenere la calma, come si possa inventare la storia del rapimento o come si possa scrivere un libro per raccontare come sono andati i fatti. Boh... io me lo chiedo, purtroppo però non riesco a trovare le risposte. Penso solo che la nonna della mia nonna ha avuto 13 figli, che stavano in un podere in montagna, che non avevano il bagno in casa, nè i riscaldamenti o l’acqua calda, nessuno di loro aveva la sua cameretta, si mangiava la carne una volta a settimana, la domenica, per il resto polenta di castagne, funghi, pere... le macchine non c’erano, si girava a piedi e d’inverno con la neve magari non ci si muoveva proprio... insomma... voglio dire... forse qualche motivo in più di stress ce lo avranno avuto queste donne o no? Eppure non è che uccidevano i loro figli...  
 

Postato da: melissamambrini a 14:31 | link | commenti (1)

giovedì, 18 ottobre 2007

The fabulous eighties
 
Ieri ho fatto un giro per negozi. Dice: capirai che evento! Ma insomma... per una ragazza “fuori moda” come me in genere questa è una cosa che mi sconvolge abbastanza, solitamente ho due tipi di reazione: la prima stupore, la seconda riflessione. E infatti... dopo un primo momento di stupore in cui ho realizzato che: no, non riuscirò a trovare un paio di jeans neri che non siano una seconda pelle e possibilmente a vita bassa perchè sennò c’ho la panzetta sacrificata. So partita di riflessioni e posso affermare con certezza che: sì, sono tornati gli anni 80, in tutto il loro splendore, fatto di borse e cinture color oro, orecchini lunghi fino ai piedi, maglioni enormi dai colli improponibili/importabili, pantacollant/fouseaux (che ora ho scoperto chiamarsi leggings ma sempre di roba appiccicata alle gambe si tratta...), minigonne e bomberini lucidi che fanno molto cyber-barbie. Che bellezza! E adesso? Certo io negli anni 80 così mi ci vestivo e mi piaceva anche, ricordo che portavo questi maglioni enormi stile flashdance con i fouseaux e le minigonne con sotto le calze ricamate e mi sentivo un sacco Madonna, con i capelli cotonati e il resto... Però... avevo anche 12 anni!!! Come faccio ora a conciarmi così??? Io non mi ci vedo con i pantaloni elasticizzati da panterona e il bomberino lucido. E poi ho avuto una visione... orde di signore di mezza età palestratissime e tirate con minigonne mozzafiato e leggings fucsia, bomberino lucido strizzato in vita e cinturone dorato... AAARRRRGGGHHH!!! No, non posso affrontarlo non ce la faccio!
E se da un lato il ritorno degli anni 80 mi inquieta alquanto (non dovrò mica ricominciare a cotonarmi i capelli?!), c’è un aspetto che invece mi piace molto e cioè quello legato al panorama musicale. Non so se c’avete fatto caso ma anche per radio hanno ricominciato a mandare dei pezzi vecchissimi! Roba mooolto anni 80 che mi faceva impazzire da piccola! E la disco music? E tutti quei video con le luci fluo e le scenografie psichedeliche? Semplicemente magnifici! Ricordo i primi gruppi rock o metal che ascoltavo... quanti ricordi... chi è che non aveva la foto di Bon Jovi con i boccoloni, i pantaloni di pelle aderentissimi e il giubbotto con le frange appiccicata nel diario? Su! Ammettetelo... trentenni che ora state dietro un PC con il vostro tailleur e il capello piastrato e mi guardate con aria di chi nella vita ha fatto quello che doveva fare e dimostra l’età anagrafica (mica come te che giri ancora col jeans calato, le scarpe da ginnastica, l'iPod in tasca e ti ostini a parlare di musica e libri come un qualsiasi teenagers). Ammettetelo... avevate anche voi la foto di Bono con i capelli lunghi e gli anfibi. Tagliavate anche voi le dita ai guanti di pelle di vostra madre per sentirvi alternativ... e accettatelo su! Evviva gli anni 80!
 

Postato da: melissamambrini a 09:40 | link | commenti

martedì, 16 ottobre 2007

 

C’è forse un modo migliore per cominciare la giornata?

 

Cielo azzurrissimo, non una nuvola e la montagna in tutto il suo imponente splendore.

Alberi dalle foglie di 100 colori, gialle, rosse...colori che solo la natura sa creare.

6 gradi e un’aria che pizzica il naso appena esci di casa.

Le fidate Stan Smith ai piedi che ormai non ne possono più.

La tua sciarpa preferita, quella che ti hanno portato dalla Thailandia.

iPod e cuffiette, “Countdown To Extinction” a tutto fuoco nelle orecchie.

C’è forse un modo migliore per cominciare la giornata?

Postato da: melissamambrini a 08:49 | link | commenti (6)

lunedì, 15 ottobre 2007

Nonna Nedda!

 

Stamattina su Repubblica ho trovato questo articolo:

http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/blog-nonnina/blog-nonnina/blog-nonnina.html

parla di una signora di 86 anni che ha un blog!!! Non è incredibile?! Sono andata subito a vedere perchè la cosa mi incuriosiva molto, ed è veramente carino! Questi post scritti in modo impeccabile di un italiano preciso da maestra d’altri tempi, la grazia e l’antica cortesia di cui solo le persone anziane (anzi i vecchietti come direbbe la signora Nedda!) sono capaci, bello, bello, mi è proprio piaciuto, è un piccolo angolo di tranquillità, proprio come il casentino, dove abita la signora Nedda. Se poi penso che ha la stessa età di mia nonna mi fa ancora più tenerezza! Me la immagino la mia nonnina alle prese con mouse e tastiera! Chissà se anch’io quando avrò 86 anni sarò ancora così curiosa ed entusiasta del mondo? Me lo auguro con tutto il cuore, in fondo si comincia a invecchiare veramente solo quando si perde interesse per le cose, quando non si ha più quell’entusiasmo e quella meraviglia che hanno i bimbi e allora non c’entra niente l’età, si può invecchiare anche a 30 anni. Comunque fateci un salto ecco il link:

http://neddagottardi.splinder.com/

 

 

Postato da: melissamambrini a 14:16 | link | commenti (1)

venerdì, 12 ottobre 2007

Il bacio che aspettavo

 

L’aria della sera era calda, non così calda come ci si aspetterebbe da una sera di fine luglio, ma abbastanza calda da giustificare la maglietta scollata e la gonnellina corta. Si era vestita in quel modo perchè una volta, tanto tempo prima, quasi un anno ormai, lui le aveva detto che stava veramente bene vestita così e siccome non era tipo da complimenti pensò che forse gli era piaciuta davvero. In effetti stava pensando a lui già da qualche mese ormai e non riusciva a capire da dove le fosse venuta quell’idea, quel chiodo fisso. C’erano stati diversi episodi, è vero, in cui aveva pensato che forse... sì, le sarebbe piaciuto molto baciarlo, abbracciarlo, ma aveva paura... o meglio non sapeva bene cosa le succedesse, era come se si rifiutasse anche solo di tentare, la paura di sbagliare, di non essere all’altezza forse, la bloccava totalmente. Quella sera invece aveva deciso di  tentare. Con la scusa che di lì a qualche giorno sarebbe partita per le vacanze gli aveva mandato un sms (vado a cena lì per salutare un po’ di gente vieni?). Si era mantenuta sul vago, aveva letto e riletto il messaggio almeno un milione di volte prima di inviarlo, chiedendosi ogni volta se fosse il caso, se fosse rimasta abbastanza neutrale, se si intuisse che pensava sempre a lui o si capiva che era il messaggio di un’amica. Alla fine l’aveva inviato non senza una fitta allo stomaco. E lui era venuto, non le aveva risposto, ma era venuto. Avevano cenato, non da soli ovviamente, non era un appuntamento. Avevano bevuto, parlato, scherzato, fumato, una serata come ce ne erano state tante altre quell’estate. E poi si erano salutati, davanti alla macchina di lei si erano salutati, ognuno per la sua strada, anche quella sera. La delusione le chiudeva lo stomaco, aveva voglia di baciarlo, aveva bisogno di quel bacio e il modo in cui la guardava le faceva immaginare che per lui fosse la stessa cosa... ma poi era partita, era salita in macchina e si era diretta verso casa. Ma appena girata la prima curva che l’avrebbe condotta a casa sentì il telefono emmettere un suono... no non è possibile che sia un messaggio... pensò. Invece lo era, era quel messaggio che aveva aspettato ma che non era arrivato e che per cause note solo alle compagnie di telefonia mobile arrivava soltanto adesso. Forse... pensò, non è un caso. Forse potrei rispondere, adesso di certo l’avrà spento e se anche lo vedesse domani beh... sarebbe un altro giorno... rispose. Non fece neanche in tempo a rimettere il telefono in borsa che lo sentì squillare.

-          Pronto –

-          Dove sei? –

-          Per strada... stavo tornando a casa quando... beh ho visto il messaggio e allora... – che imbarazzo, pensò.

-          Fermati! Arrivo subito – click!

Non poteva essere vero, non stava correndo da lei, non poteva succedere davvero, queste cose non succedono nella vita reale, pensò, ma solo nei film o nelle canzoni pop, sorrise di questo pensiero.

E invece successe. Arrivò. Arrivò e portò con sè quel bacio, quel bacio che aveva desiderato così tanto, quel bacio che era esattamente come lei lo aveva immaginato e desiderato per tutti quei mesi, il bacio che stava aspettando.

Postato da: melissamambrini a 17:30 | link | commenti (3)

giovedì, 11 ottobre 2007

Damiano e Clara, qualche buona notizia...

http://www.quotidiano.net/edizioni_locali/articolo.php?citta=Siena&id=2007-10-11N-SIENACRONAC3.html&t=N

 

Postato da: melissamambrini a 14:44 | link | commenti

mercoledì, 10 ottobre 2007

Per Damiano e Clara

 

Prendo spunto dal blog di Daniele (http://www.danieletondi.com/wordpress/) per porre l’attenzione, come posso, nel mio piccolo, su una vicenda di cui purtroppo sono protagonisti due nostri compaesani. Fino ad oggi non ho voluto fare commenti, primo perchè so veramente poco come sono andate le cose e secondo perchè la questione è molto molto delicata. So solo che sull’argomento è stato detto pochissimo, questo è quello che ho trovato su internet e risale a più di 10 giorni fa:

http://www.governo.it/Presidenza/politiche_famiglia/Comunicati/dettaglio.asp?d=36544

http://newscontrol.repubblica.it/item/365788/paraguay-coppia-italiani-arrestati-per-traffico-neonati

possibile che non se ne sappia più niente? Almeno gli organi governativi potrebbero dare qualche informazione no? Ormai i media sono pieni di ogni sorta di cazzata, possibile che l’arresto di due nostri connazionali e la loro detenzione in un carcere Paraguayano non facciano notizia? Ha ragione Daniele, parliamone, per non lasciarli soli.

 

Postato da: melissamambrini a 10:39 | link | commenti

lunedì, 08 ottobre 2007

Che bella questa canzone...........

Universo

 

Parlami dell'Universo,

di un codice stellare che morire non può.

Di anime in continuo movimento

e abbracci nucleari estesi nell'immensità,

dove tu mi stai aspettando adesso.

Dentro a una vertigine che danza,

e ci porta al di là del tempo,

sino a ritornare sulle labbra,

l'incanto è lo stesso, perché niente

è cambiato anche se tutto è diverso.

Cantami dell'Universo 

di un codice stellare che mentire non può.

Cadono nel vuoto in un momento

miliardi di segnali che accendono l'immensità,

dove tu lo sai che poi mi perdo

dentro a una vertigine che danza,

e ci porta al di la del tempo,

sino a ritornare sulle labbra,

l'incanto è lo stesso, perché niente

è cambiato anche se tutto è diverso.

Perché niente è cambiato anche se tutto sembra diverso.

Miliardi di segnali che accendono l'immensità

dentro a una vertigine che danza

e ci porta al di la del tempo

Sino a ritornare sulle labbra

l'incanto è lo stesso e tu sei

dentro a una vertigine che danza

e ci porta al di la del tempo.

Dentro a una vertigine che danza,

ci porta al di la del tempo

 

(Universo – Cristina Donà)

 

Postato da: melissamambrini a 16:16 | link | commenti (1)

sabato, 06 ottobre 2007

Quando meno te lo aspetti

 

E poi arriva… proprio quando meno te lo aspetti, proprio come ti dicevano tutti i tuoi amici, proprio come ti diceva tua nonna: “quando meno te lo aspetti”. Ed è proprio così. E quello che credevi un detto popolare, un luogo comune, diventa una realtà. La felicità arriva, quando meno te lo aspetti. Non entra dalla porta, non entra dalla finestra, non ti avverte, non suona il campanello, non manda sms… te la trovi dentro ed è come se fosse sempre stata lì in attesa di essere scoperta. La felicità. Quella felicità che non ha parole, ma solo emozioni, quella felicità che ti blocca il respiro, ti stringe lo stomaco. Quella felicità immensa che non riesci a contenere, che è come un’onda del mare, come una raffica di vento. E hai paura, lo vorresti gridare, ma hai paura, perché non sai com’è arrivata e sai che può andar via e sai che non c’è un metodo per farla tornare se decidesse di andarsene perché lei beh… arriva quando meno te lo aspetti. E allora, confusa ma felice, chiudi gli occhi e cerchi di immagazzinare in ogni più piccola cellula, in ogni recondito angolo del tuo corpo, della tua mente e del tuo cuore, quella sensazione, cerchi di tenere stretto l’attimo, di imprimere a fuoco l’emozione dentro di te perché non ti abbandoni mai. E allora senti che non ti serve altro, che non hai bisogno di niente, solo di quella sensazione. E senti che era facile essere felici, che non serviva andare lontano, che non serviva sacrificarsi, che non serviva comprare cose inutili. La felicità è tutt’altra cosa, la felicità è un’emozione e come tale può durare una vita o uno sbattere di ciglia, la felicità non si può spiegare, non ci sono le parole, non si può creare, non si può comprare, non si può cercare… la felicità arriva, quando meno te lo aspetti.

Postato da: melissamambrini a 16:15 | link | commenti (3)

venerdì, 05 ottobre 2007

“Bambocciona” mancata

 

Ieri ho scoperto di essere una mancata “bambocciona” e questo semplicemente perchè riesco a vivere per conto mio senza gravare sul bilancio familiare... so soddisfazioni eh! Forse il ministro Padoa-Schioppa con i suoi incentivi e agevolazioni per i giovani credeva di fare cosa gradita definendo “bamboccioni” quelli che ancora stanno a casa con mamma e papà, forse credeva di dare una smossa a questi attempati signorini e signorine che, secondo lui, si gongolano beati nell’accogliente grambo materno, forse avrà pensato di incentivare i giovani, magari usando un termine un po’ “forte” forse anche un pelino “offensivo”, a crearsi una famiglia, a sbrigarsela da soli... forse... forse però il signor Padoa (o signor Schioppa? Pare male però Schioppa... va beh...) non ha tenuto conto del fatto che è stato proprio il governo anzi, che sono stati proprio quei signori politici che hanno governato e che governano tutt’ora l’Italia a far diventare la mia generazione una generazione di “bamboccioni”. È vero, i trentenni di adesso stanno ancora a casa con mamma e papà, ma è vero anche che la maggior parte di loro ha un lavoro a tempo determinato o comunque che non arriva a 1000 euro al mese e allora caro signor Schioppa, con le sue 40 euro mi spiega esattamente su un affitto di 800euro al mese cosa ci dovrebbe fare un “bamboccione”? Faccio i conti della serva io ma sa, a casa mia 1000 – 800 fa 200, con 40 euro fa 240, considerando che non tutti i mesi ma qualche mese c’è da pagare: luce, acqua, gas, telefono, immondizia... e poi... vogliamo mangiare? E un cinemino? Una pizzetta il sabato con gli amici? Poi ci si lamenta che gli italiani non spendono... beh decidiamoci, allora con 40 euro potremo incentivare l’economia? Mmm... mi pare difficile considerando che con 40 euro non ci si compra neanche un paio di scarpe fabbricate in taiwan... figuriamoci il famoso “made in italy”. Quindi fatemi capire io che sto a casa mia e ho un “posto fisso” dovrei uscire e dire ai miei amici che stanno ancora a casa con i genitori che sono dei “bamboccioni”? E questo solo perchè hanno deciso di intraprendere una strada diversa dalla mia? Magari nel settore della ricerca? Dove ci sono persone di 40 anni, professionisti, laureati, con 10 anni di onorato servizio alle spalle che hanno ancora contratti di consulenza, che vengono rinnovati dopo 3 o 4 mesi dalla scadenza e che nel frattempo, per pura coscenza e passione per il proprio lavoro, continuano a lavorare non pagati? Oppure dovrei dare amorevolmente del “bamboccione” a quei ragazzi che per laurearsi fanno tanti sacrifici e poi alla fine si ritrovano a fare la fame nei call center per 850 euro al mese e che quando la sera tornano a casa li aspetta la mamma col brodino pronto e “Un posto al sole”... che bello stare in famiglia eh! Non poter portare a casa nessuno, sottoporsi a lunghi ed estenuanti interrogatori se si rientra la domenica mattina, magari in condizioni non proprio sobrie... eh ma è bella la vita dei “bamboccioni” coccolati da amorevoli genitori che ti trattano ancora come un quindicenne... che bello, che invidia, meno male che c’ha pensato lei signor Padoa-Schioppa a farci riflettere su quanto è fortunata la nostra generazione!

Postato da: melissamambrini a 15:39 | link | commenti (7)

giovedì, 04 ottobre 2007

Mi sento romantica...

" ... supererò le correnti gravitazionali

lo spazio e la luce per non farti invecchiare

ti salverò da ogni malinconia

perchè sei un essere speciale

ed io avrò cura di te

io sì, che avrò cura di te ... "

(La cura - Battiato)

Postato da: melissamambrini a 17:08 | link | commenti (1)

mercoledì, 03 ottobre 2007

Message in a bottle

 

Torino, 2 Ottobre 2007, una data da ricordare, Sting, Copeland e Summers di nuovo insieme:

 

C'è una magia, in certi ritorni, che può tagliare la parola in bocca ai critici e che riesce ad annullare in un secondo ogni timore di effetto nostalgia. Più moderni di allora, ancora in grado di emozionare, sono tornati i Police.”

(Repubblica.it)

 

Hanno veramente spaccato!Sono un altro pianeta, insuperabili!

(sms di un amico che era al concerto)

 

E io non aggiungerò altro, se non che... sono dei grandi!

Postato da: melissamambrini a 14:08 | link | commenti

lunedì, 01 ottobre 2007

In bocca al lupo!

 

Eccomi di nuovo a salutare un’amica che parte... anzi che è già partita! Mi sembra ieri che Fiamma è arrivata sul Monte. Lei così siciliana, lei che non aveva mai visto un bosco di castagni o una faggeta, lei che non aveva mai visto scendere il termometro sotto lo 0, lei che non aveva mai raccolto un fungo in vita sua! Abbiamo legato subito con Fiamma, forse per il suo carattere tosto e sincero, forse perchè capivo il suo disagio di trovarsi da sola in un posto così diverso, lontana da casa e dalla sua famiglia, forse perchè ammiravo la sua forza e il suo coraggio nell’affrontare questa scelta o forse semplicemente perchè ci sono persone di cui ci si fida “a pelle”, non so... So solo che mi è stata vicino, che per un po’ ci siamo sorrette a vicenda, che siamo state un punto di riferimento l’una per l’altra. Da oggi comincia a lavorare a Roma, era quello che voleva per cui spero con tutto il cuore che sia felice e che si trovi bene, in fondo Roma non è così lontana e so che ci sono ottime ragioni che la faranno ritornare spesso quassù, però mi mancherà lo stesso, mi mancherà la sua risolutezza, il suo carattere forte, il suo riportarmi con i piedi per terra, le sue attenzioni...

In bocca al lupo Fiamma!

Postato da: melissamambrini a 10:07 | link | commenti (1)